Un certo Signor G
Un certo signor G è l’occasione per rileggere, rivisitare e re-interpretare l’opera di Giorgio Gaber con la mano libera e pudica di Neri Marcorè
Info
- Dove: Teatro Olimpico - Piazza Gentile da Fabriano 17 - guarda la mappa
- Quando: Dal 9 al 14 marzo 2010
- Orario: 21.00; domenica ore 18.00
- Costo: Poltronissima: €33.00; poltrona e balconata: €28.50; galleria: €22.00
- Prenota on line: clicca qui
- Telefono: 06/32.65.991
- E-mail: biglietti@teatroolimpico.it
- Sito ufficiale: teatroolimpico.it
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Un certo signor G è l’occasione per rileggere, rivisitare, re-interpretare l’opera di Giorgio Gaber. Neri Marcorè A più di 35 anni di distanza (Il signor G nasce nel 1970), con mano libera e pudica, cercheremo di accostarci ad un personaggio, ad uno stile, ai contenuti e ai linguaggi di un artista geniale ed innovatore, sempre autonomo e fedele a se stesso. Il nostro “Signor G” è un’esplorazione nel beffardo, paradossale, buffonesco mondo di questa maschera di uomo comune che si interroga, comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell’imbecillità e del qualunquismo. Per questo ci siamo ispirati, riproponendole e rimontandole, alle prime esperienze teatrali di Gaber, quelle del “Signor G” appunto, ma anche quelle di “Dialogo tra un impegnato e un non so”, “Far finta di essere sani”, “Anche per oggi non si vola” (siamo tra il 1970 e il 1974), rifacendosi anche stilisticamente alle forme del ‘teatro canzone’, invenzione gaberiana continuamente perfezionata nel corso di vari spettacoli, geniale intreccio di monologhi e melologhi, musica e canzoni. Neri Marcorè Neri Marcorè è il “Signor G” trent’anni dopo; solo sul palcoscenico, accompagnato da due pianiste, a riscoprire un’opera, quella di Gaber e Luporini, da considerare un’invenzione senza tempo di scadenza, un classico moderno che tra ironia, malinconia, istanze civili e comico paradosso si interroga sui destini dell’uomo moderno, in bilico tra utopia, impotenza, razzismo, amore, consumismo, paura e sogno. Un individuo che rischia di perdere i pezzi e che soffre, ci dice Gaber, dei mali più comuni e alla moda: nevrosi acuta, condizionamento totale, visione delle cose vicino allo zero: una persona normale insomma.

