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L’Europa sconosciuta, le donne nell’arte e la città dall’Ottocento a oggi: tutte le mostre a Roma del 2019

mostre roma 2019

Il nuovo anno nella capitale si apre all’insegna dell’arte e della cultura grazie alle mostre che è possibile visitare in uno dei tanti musei della città. Niente di meglio, dunque, che inaugurare il 2019 affidandosi alle suggestioni dell’arte nelle sue molteplici sfaccettature. A Roma non c’è che l’imbarazzo della scelta, e quindi come fare a non perdersi un appuntamento con le migliori mostre in città?

Semplice, basta seguire il nostro #spiegonemostre, in cui vi segnaliamo le esposizioni da vedere assolutamente.

Giacomo Balla. Dal Futurismo astratto al Futurismo iconico

dal 21 marzo al 17 giugno 2019, Palazzo Merulana

Uua mostra curata da Fabio Benzi e incentrata sul famoso dipinto Primo Carnera del 1933: è evidente che Giacomo Balla studiasse un possibile sviluppo e rinnovamento del Futurismo trovando ispirazione, in sintonia con la sensibilità quotidiana della gente, nell’immaginario suscitato dal cinema, dalla fotografia di moda e di attualità, che quotidianamente si sfoglia su riviste patinate, che è simultaneamente guardata e imitata da milioni di persone

La mostra si propone quindi di indagare questo passaggio di stile, che sperimenta immagini che si associano fortemente, quasi violentemente, a quelle dei media dell’epoca, alla nascente iconicità dei divi mediatici (dello sport come del cinema). In mostra si riuniscono, oltre ad alcuni dipinti più esplicitamente futuristi eseguiti negli stessi anni, le opere eseguite con quella tecnica a “retinatura”, mettendole a confronto con le immagini dei divi, realizzate da grandi fotografi come Luxardo e Ghergo, e con le riviste dell’epoca.

Biglietti: intero 10 euro; ridotto 8 euro.

Orari: dalle ore 14 alle ore 20 lunedì-mercoledì-giovedì-venerdì; dalle ore 10 alle ore 20 sabato e domenica

Roma nella camera oscura. Fotografie della città dall’ottocento a oggi

dal 27 marzo al 22 settembre 2019 – Museo di Roma, Palazzo Braschi 

L’arte fotografica a Roma nasce prestissimo: già nel 1839 cominciano ad operare i primi dagherrotipisti. Negli anni a seguire Roma è una delle prime città italiane a registrare il passaggio alla fotografia stampata su carta da un negativo, che sarà anch’esso di carta e poi successivamente di vetro.

Nella Città Eterna si assistette ad una grande diffusione della fotografia che si inserì nella scia del vedutismo sia pittorico che incisorio, per trovare in esso un rapido campo di espansione e commercializzazione, ma che in realtà destabilizzò consolidati modi artistici e antichi sistemi di riproduzione, tanto da suscitare a più riprese l’interesse dei governanti per un sua regolamentazione.

Dal punto di vista iconografico la fotografia ottocentesca prese le mosse dalla pittura, nel campo della veduta e del ritratto, cercando ed ottenendo all’ombra di questa una legittimazione delle sue potenzialità artistiche ed una discolpa dall’accusa di mera riproduzione del reale.

Nella parte iniziale del percorso espositivo, il progetto si propone di illustrare gli aspetti topografici, storici e sociali che caratterizzarono gli ultimi anni del potere temporale dei papi e di documentare gli esordi della fotografia e l’affermarsi della professione del fotografo in una città abituata alla circolazione di immagini, destinate soprattutto al pubblico di turisti e pellegrini che la visitavano.

Le fotografie in Mostra sono opera di fotografi fra i più famosi sia italiani come Gioachino Altobelli, Pompeo Molins, Ludovico Tuminello, Giacomo Caneva, Tommaso Cuccioni che francesi o inglesi come Gustavo Eugenio Chauffourier, Robert MacPherson, James Anderson.

Orari: dal martedì alla domenica ore 10.00-19.00

Biglietto “solo Mostra”

  • € 7,00 biglietto intero;
  • € 5,00 biglietto ridotto;
  • € 4,00 biglietto speciale scuola ad alunno (ingresso gratuito ad un docente accompagnatore ogni 10 alunni);
  • € 22,00 biglietto speciale Famiglie (2 adulti più figli al di sotto dei 18 anni).

Biglietto “integrato” Museo di Roma + Mostra

  • € 12,00 biglietto intero per i residenti a Roma
  • € 8,00 biglietto ridotto per i residenti a Roma
  • € 13,00 biglietto intero per i non residenti a Roma;
  • € 9,00 biglietto ridotto per i non residenti a Roma.

Unseen / Non visti. Sguardi sull’Europa

dal 22 marzo al 26 maggio 2019 – Museo di Roma in Trastevere

Quello raccontato nella mostra è un viaggio intrapreso nel 2017, grazie al Goethe-Institut, da quattro fotografi: Jutta Benzenberg, Andrei Liankevich, Livio Senigalliesi e Mila Teshaieva. L’esposizione restituisce una selezione delle loro fotografie in cui emergono le storie e le microstorie delle persone incontrate sul percorso, diventando così una sorta di cartografia corale, seppur parziale, delle aree d’Europa più celate e lasciate ai margini. Un viaggio fotografico in un’Europa sconosciuta, tagliata fuori dallo sviluppo economico, dall’attenzione della politica e dei media

Katsiaryna, Anxhela, Gertrud, Iride, sono alcune delle protagoniste della mostra. Nel villaggio bielorusso di Vialikaya Hats, nella regione palustre della Polesia, sono rimaste solo due abitanti, Katsiaryna Konzum (73 anni) e Basulay Marija (75). Anxhela vive in un paesino vicino a Burrel, in Albania. Ogni giorno, deve camminare per almeno un’ora tra le montagne per raggiungere la scuola. Gertrud Merkel ha trascorso tutta la vita a Delitzsch, una cittadina della Sassonia. Dopo l’unificazione, le industrie della zona hanno tutte chiuso i battenti. Iride Peis è una scrittrice che ha dedicato la sua vita alla memoria delle donne e delle bambine che hanno lavorato nelle miniere del Sulcis-Iglesiente in Sardegna.

Orari: da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00

Biglietti:

  • per non residenti intero: € 6,00 – ridotto: € 5,00;
  • per residenti: intero: € 5,00 – ridotto: € 4,00

Mese della fotografia a Roma

Oltre 450 fotografi coinvolti, 164 mostre, tra personali e collettive, 63 incontri, tra talk, presentazioni di libri e proiezioni, 40 appuntamenti dedicati alla didattica, tra workshop, laboratori, photowalk e seminari, 140 location in tutta la città tra musei, gallerie, università, istituti statali, associazioni, biblioteche, scuole di fotografia, spazi pubblici e privati, esercizi commerciali, studi fotografici.

Questi i numeri di MFR19, il Mese della Fotografia a Roma, il grande evento che per tutto il mese di marzo, animerà l’intero territorio della Capitale con oltre 250 iniziative gratuite.

Ideato da un gruppo di 14 fotografi professionisti riuniti nell’associazione Faro – Foto-grafia, MFR19 vuole diffondere e promuovere la fotografia in tutte le sue forme ed espressioni grazie a luoghi suggestivi e prestigiosi che la città di Roma offre, dal centro alle periferie.

Calendario degli eventi sul sito ufficiale

Exit through the Gift Shop

dal 1 marzo – Art Club

La figura di Banksy è sempre più al centro dell’attenzione dei media, nonostante l’alone di mistero che la avvolge. La sua protesta visiva e artistica coinvolge un vastissimo ed eterogeneo pubblico e ne fa uno degli artisti più conosciuti e amati di oggi.

Piazza dell’Immacolata meglio conosciuta come Piazzetta San Lorenzo, inaugurerà un percorso insolito attraverso Banksy in 3 opere d’arte pubblica che saranno visitabili gratuitamente e per sempre, fino alla loro naturale consunzione.

Orari: dal giovedì a domenica dalle 17 alle 22

Per informazioni: pagina Facebook

Capolavori da scoprire. Il rilievo funerario di Marco Virgilio Eurisace

dall’1 marzo al 30 giugno 2019 – Centrale Montemartini

Dall’1 marzo alla Centrale Montemartini l’antico rilievo funerario restaurato di Eurisace e Atistia. Con il nuovo allestimento nella Sala Colonne si riproduce il contesto architettonico del sepolcro che ospitava originariamente l’opera.

La Centrale Montemartini si prepara ad accogliere una importante novità all’interno del proprio percorso museale. Grazie all’iniziativa i “Capolavori da scoprire” il pubblico potrà ammirare il restauro e il nuovo allestimento del rilievo funerario di tarda età repubblicana che raffigura il fornaio Marco Virgilio Eurisace, ricco liberto di origine greca, e sua moglie Atistia.

Il rilievo funerario, attentamente restaurato a cura della Sovrintendenza Capitolina ai beni culturali, rappresenta un’importante testimonianza storica e artistica di questo periodo, in quanto parte fondamentale dell’imponente sepolcro di Eurisace costruito poco dopo la metà del I secolo a.C. (40/30 a.C.), e riportato alla luce nel 1838 nell’area chiamata anticamente ad Spem Veterem, oggi Porta Maggiore, dove ne sono ancora visibili i resti.

Orari: martedì-domenica 9.00-19.00

Biglietto: non residenti Intero € 7,50 – Ridotto € 6,50; per i cittadini residenti Intero € 6,50 – Ridotto € 5,50

H2O e attimi… di luce

dal 6 marzo al 31 marzo – Museo Civico di Zoologia, via Ulisse Aldrovandi 18

L’acqua (H2O) è l’elemento essenziale per la vita di tutti gli esseri viventi, tanto che l’UNESCO le dedica una Giornata Internazionale, il 22 marzo 2019, per sensibilizzare tutti alla conservazione e all’utilizzo migliore di questo bene prezioso. Il tema dell’acqua ha ispirato i fotografi dell’Associazione “Grigio 18%”, che lo hanno interpretato in modo originale e personale nell’esposizione. La mostra H2O e attimi… di luce vuole porre l’accento sull’importanza di questo elemento nel suo significato più attuale e quotidiano, attraverso una trentina di immagini selezionate tra le più interessanti di quelle “catturate” dagli associati.

L’interpretazione dell’acqua avverrà, quindi, nelle forme più varie a seconda della personalità del fotografo: dalle cascate ai mari in tempesta, dai tramonti sugli specchi d’acqua, ai dettagli di foglie o gocce nel loro contesto naturale, fino all’acqua ghiacciata che si posa in forma nevosa sui monumenti delle nostre città.

Nel corso della mostra al Museo si svolgeranno due incontri fotografici. Il primo, che si terrà in corrispondenza dell’inaugurazione di martedì 5 marzo, avrà come protagonista il fotografo e biologo Francesco Tomasinelli che illustrerà il suo progetto “Una città inattesa – Viaggio fotografico nella biodiversità urbana”.

Il secondo incontro si svolgerà martedì 26 marzo con i fotografi Claudio Rossetti e Francesco Ferruzzi (rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione “Grigio 18%”) e avrà come tematica “La composizione in fotografia”. Entrambi gli eventi, che avranno luogo a partire dalle 18.00, saranno gratuiti e aperti a tutti fino a esaurimento posti.

Orari: dal martedì alla domenica, ore 9.00-19.00

Biglietti: Ingresso intero: € 7,00 – Ingresso ridotto: € 5,50.

Il mito rivisitato. Le maschere arcaiche della Basilicata

dal 9 febbraio al 28 marzo 2019 – Musei di Villa Torlonia, Casina delle Civette

In mostra 38 opere tra maschere e sculture realizzate dall’artista Nicola Toce narratrici di storie, legate ai territori lucani e alle loro tradizioni, un viaggio nello spazio e nel tempo, alla scoperta di storie e cronache di vita, fra natura impervia e borghi accoglienti. L’esposizione fa parte di un progetto più ampio dedicato all’intera Basilicata e alla tradizione del Carnevale lucano, dei riti e dei miti di popoli che ancora oggi raccontano la loro storia.

Tra volti antropomorfi, animali fantastici, creature magiche, travestimenti, spiriti e abitatori delle argille, filo conduttore dell’esposizione sono le narrazioni che le maschere, realizzate con antiche tecniche di lavorazione e decorazione della cartapesta, sussurrano ai visitatori, trasportandoli in una dimensione altra, accogliente e spaesante, propria della Basilicata antica e contemporanea.

Il percorso espositivo, sala dopo sala, è studiato per fruire al meglio di ogni opera, lasciando che ognuna di esse susciti curiosità e crei un contatto con le tuonanti maschere alianesi, con l’orso di Teana che si nasconde nei suoi boschi, con il domino di Lavello che, forte della sua doppia natura, conduce l’anno verso la Quaresima, con la “foresta che cammina” nelle strade di Satriano, con i coloratissimi nastri e con i veli neri delle figure bovine di Tricarico, con le personificazioni dei mesi di Cirigliano, accompagnati tutti dai rumorosi campanacci di San Mauro Forte che neanche i temibili Cucibocca di Montesscaglioso riescono a tacitare, precedendo di qualche settimana la celebrazione del Carnevalone.

La tecnica utilizzata per la creazione delle maschere è antica e tradizionale, ma nella realizzazione delle forme appare rivoluzionaria e innovativa. Il trattamento della carta e dell’argilla, l’espressività ottenuta con la combinazione delle tinte, molto spesso calde e cariche, sfumate e leggere, l’uso delle terre e l’incisività della focheggiatura fanno di ogni pezzo un unicum irripetibile.

Orari: da martedì a domenica ore 9.00-19.00

Biglietti: € 6,00 intero; € 5,00 ridotto – Per i cittadini residenti € 5,00 intero; € 4,00 ridotto

Lea Contestabile. Elementi di cosmografia amorosa

dal 13 febbraio al 13 marzo 2019 – Casa della Memoria e della Storia

Elementi di cosmografia amorosa è una mostra concepita come un grande albero genealogico le cui radici sono ben piantate nel territorio abruzzese. Ortucchio (L’Aquila), città natale dell’artista, è il punto di partenza per esplorare diversi aspetti della storia italiana a partire dalla seconda guerra mondiale. Lea Contestabile, che nella sua pratica artistica ha mantenuto una matrice dalla forte componente sociale con una particolare attenzione all’arte di genere, ha ideato un percorso espositivo che si svolge in tre momenti distinti – la memoria del territorio, la memoria personale e la memoria storica – attraverso l’utilizzo del ricamo, della fotografia e delle colle.

Nell’installazione Il paese dei destini incrociati del 2017, l’artista inserisce ed elabora le fotografie scattate dal padre, “contadino-fotografo” che, dopo aver imparato le tecniche della fotografia quando era soldato nella guerra d’Africa, continuò a fotografare fino ai primi anni Sessanta, divenendo, tramite le sue immagini, l’unico testimone della memoria del paese: matrimoni, nascite, morti, feste comandate, ritratti di famiglia. Legami che vengono ricostruiti nell’opera del 2018 La mappa, il luogo, le famiglie #2, in cui Lea Contestabile ricama i cognomi delle famiglie del suo paese sul lino degli asciugamani del suo corredo nuziale.

In Senza titolo (2015), la foto è un autoscatto di Guido Orante Contestabile mentre la riproduzione della stessa immagine, realizzata all’uncinetto, è opera della mamma dell’artista, fungendo da raccordo tra i due nuclei di memoria, quella del territorio e la memoria storica. Una lettura trasversale della società che passa per i ritratti delle spose in Mio padre fissò un’emozione, io vorrei restituirvi un sorriso (2017), in cui i volti di queste spose che non sorridono mai sono stampati su tarlatana, cuciti e uniti tra loro dalle spille da balia, dando forma alla geografia di sentimenti inesplorati e affetti da svelare. Infine, in Portare una sola valigia (2018), Contestabile riprende un passo del dattiloscritto dello zio in cui si parla della raccomandazione che i contrabbandieri fecero alla famiglia Lehrer di ridurre al minimo il bagaglio.

In mostra anche altre opere, in parte inedite, e materiali documentari (fotografie, opuscoli, disegni, lettere, macchine fotografiche costruite a mano) esposti all’interno delle teche.

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 20

Ingresso libero

Vincenzo Scolamiero. Della declinante ombra

dall’8 marzo al 9 giugno 2019 – Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese

Approdano al Museo Bilotti i quadri e le carte di Vincenzo Scolamiero, nella personale intitolata “Della declinante ombra” curata da Gabriele Simongini. Nelle opere dell’artista emerge una natura poetica suggerita attraverso piccoli, antieroici resti e reperti in un microcosmo fatto di cose minute, ramoscelli, foglie secche, ciuffi d’erba, ciottoli, giunchi, nidi, rami torti.

Ma natura “altra” è quella cercata da Scolamiero, immersa in una dimensione quasi amniotica che spesso diventa umbratile e visionaria. Non a caso il titolo della mostra e di un ciclo di opere qui presentate, “Della declinante ombra”, prende per mano l’osservatore riportandolo sulla via dell’interiorità, dell’illuminazione poetica, in un cammino verso le origini che risale a Rilke, a Celan, a Holderlin, solo per citare alcuni dei riferimenti lirici di Scolamiero.

Orari:

  • dall’8 marzo al 31 maggio 2019: da martedì a venerdì e festivi ore 10.00 – 16.00: il sabato e la domenica ore 10.00 – 19.00.
  • dall’1 giugno al 9 giugno 2019: da martedì a venerdì e festivi ore 13.00 – 19.00; il sabato e la domenica ore 10.00 – 19.00

Ingresso gratuito

Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Dal 24 gennaio al 13 ottobre 2019  – Galleria d’Arte Moderna, via Francesco Crispi 24

Tutto sulla mostra al nostro articolo di presentazione.

Habemus Hominem

25 gennaio – 24 marzo 2019 – Palazzo Doria Pamphilj, Via del Corso 305

Il 25 Gennaio si terrà l’inaugurazione dell’opera “Habemus Hominem” dell’artista di fama internazionale Jago nella Sala del Trono all’interno degli appartamenti privati del Palazzo Doria Pamphilj, a Roma. L’opera è in vendita sotto forma di Quote di Proprietà sul sito di Feral Horses e verrà data in prestito alla Fondazione dove sarà esposta per un periodo di 2 mesi.

Chiunque può acquistare una parte dell’opera a partire da soli £18 (circa 20,50€): il modello è quello del prestito museale, ovvero poter dare a chiunque la possibilità di visitare l’opera, al contrario di ciò che avverrebbe con l’acquisto da parte di una sola persona.

All’inaugurazione potranno partecipare solo i proprietari di almeno 4 quote dell’opera. Le quote potranno essere acquistate sul sito di Feral Horses, ma solo i primi 100 comproprietari potranno ricevere l’invito per l’inaugurazione e conoscere Jago.

L’opera verrà accolta in una delle Collezioni private più importanti d’Europa, in un Palazzo Papale in cui sono conservati capolavori di Tiziano, Caravaggio, Raffaello, Filippo Lippi e, soprattutto, l’opera di Jago si confronterà con il Ritratto di Innocenzo X di Velasquez e il Busto di Innocenzo X di Bernini.

Il calendario

  • Inaugurazione: 25/01/2019
  • Chiusura dell’esposizione: 24/03/2019
  • Orario Inaugurazione: 19:00-23:00

I biglietti possono essere acquistati qui

Joint is Out of Time

22 gennaio – 2 giugno 2019 – Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, viale delle Belle Arti, 131

Un nuovo innesto che ridefinisce l’attuale allestimento delle collezioni rinnovandole con le opere di sette artisti contemporanei di provenienza internazionale. Disseminate in varie sale della Galleria, le opere di Elena Damiani, Fernanda Fragateiro, Francesco Gennari, Roni Horn, Giulio Paolini, Davide Rivalta e Jan Vercruysse si intarsiano nel preesistente delineando l’emergere di un’inedita costellazione il cui disegno appare capace di iscriversi nel corpus di Time is Out of Joint.

Elena Damiani e Fernanda Fragateiro hanno realizzato un’opera ad hoc per gli spazi espositivi della Galleria Nazionale, mentre
Roni Horn e Francesco Gennari hanno collaborato attivamente alla definizione della loro presenza in mostra. L’artista belga Jan Vercruysse – scomparso prematuramente il 27 febbraio di quest’anno e molto legato all’Italia – è oggetto di un omaggio concertato con le figure a lui più vicine.

Giulio Paolini coniuga la presentazione di un’opera concepita espressamente per uno degli spazi di accesso della Galleria con il riallestimento di due lavori esposti nel 1988 in occasione della personale che l’artista tenne nel Salone Centrale del museo. Continua invece il lavoro di Davide Rivalta che, attraverso la presenza epifanica delle sue sculture e la loro apparizione spaesante nell’habitat urbano, si misura con la complessità del tempo contemporaneo in relazione al tempo animale.

Orari: dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30

Biglietti: intero: € 10,00 – ridotto: € 5,00

Il Cristo Portacroce alle Gallerie Nazionali

dal 25 gennaio – 30 giugno 2019, Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma – Galleria Corsini, via della Lungara, 10

Per la prima volta a Roma  un capolavoro recentemente riscoperto di Giorgio Vasari: il Cristo Portacroce, realizzato per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti nel 1553. Il dipinto costituisce uno dei vertici della produzione dell’artista aretino e uno degli ultimi dipinti realizzati a Roma prima della sua partenza per Firenze.

In occasione della mostra è previsto un ciclo di conferenze sull’opera esposta e la figura dell’artista. Sarà inoltre pubblicato un catalogo a cura di Barbara Agosti e Carlo Falciani.

Orari: dal mercoledì al lunedì dalle 8.30 alle 19.00

Biglietti: intero 12 € – ridotto 6 €

Informazioni: 06-4824184 | email: comunicazione@barberinicorsini.org

Testimoni dei testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz

dal 27 gennaio al 31 marzo 2019, Palazzo delle Esposizioni

A seguito di un viaggio della memoria ad Auschwitz, centro del devastante Olocausto che ha scosso il Novecento, un gruppo di studenti e di studentesse di alcuni licei romani ha iniziato a immaginare un modo diverso di ricordare quei terribili avvenimenti.

Dall’incontro di questi ragazzi e di queste ragazze con Studio Azzurro è nata “Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz”, una mostra da vivere come una esperienza che inviti a compiere un percorso fisico e mentale per mantenere accesa la memoria della storia.

Gli artisti di Studio Azzurro guideranno il visitatore in questa esperienza imbastendo una narrazione destinata alla fruizione collettiva e scandita da una serie di tappe alcune delle quali richiedono la partecipazione attiva dello spettatore.

Orari:

  • Domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 10.00 alle ore 20.00.
  • Venerdì e sabato dalle ore 10.00 alle ore 22.30

Discreto continuo – Alberto Bardi. Dipinti 1964 / 1984

dal 14 dicembre al 5 maggio 2019 – Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi

In mostra circa settanta opere di Alberto Bardi, tra le più rappresentative della lunga attività dell’artista: la mostra è la prima grande antologica che la città di Roma dedica al pittore, dopo quella realizzata nel Museo di Roma in Palazzo Braschi nel 1985, l’anno seguente alla sua scomparsa.

Da una fase figurativa iniziale Aberto Bardi passò negli anni Sessanta a una pittura più gestuale, in cui le figure si scompongono e le pennellate si fanno più rapide e aggressive, per passare poi, verso la fine del decennio, a un ulteriore cambiamento in senso strutturalista; una pittura astratto-geometrica, basata sulla proiezione di forme essenziali e di colori riportati alla loro funzione primaria. A metà degli anni Settanta, Bardi entrò in una nuova fase, considerata dalla critica la più interessante e affascinante, ossia quella delle textures ottenute con un procedimento innovativo, attraverso un sistema di matrici pastellate.

Nella mostra sono esposti per la prima volta alcuni fogli di giornale, realizzati da Bardi rnella seconda metà degli anni 60. Sono pennellate rapide, di getto, nel tentativo di sintetizzare colori, gesto e istinto creativo.Chiude la mostra un’ampia documentazione fotografica, relativa agli anni in cui l’artista ricoprì il ruolo di Direttore della Casa della Cultura di Roma.

Orario: da martedì a domenica ore 9.00-19.00

Biglietti: Intero € 9,00 – Ridotto € 8,00; per i residenti Intero € 8,00 – Ridotto € 7,00

Dream: l’arte incontra i sogni

dal 29 settembre al 5 maggio 2019 – Chiostro del Bramante

Magia, utopia, essenza, incanto e desideri prendono forma nella mostra Dream. L’arte incontra i sogni in un percorso espositivo coinvolgente e suggestivo che permetterà al pubblico di evadere dalla realtà ed entrare in contatto con l’inconscio e l’onirico.

Nella perfetta architettura rinascimentale di Donato Bramante, il sogno diviene elemento di riflessione e rivelazione attraverso i poetici linguaggi dei massimi esponenti dell’arte contemporanea come Bill Viola, Anish Kapoor, Luigi Ontani, Mario Merz, James Turrell, Anselm Kiefer.

I sogni, guidano gli spettatori attraverso una serie di tappe e passaggi, soste e ripartenze: dal confronto con la natura all’identificazione nelle forme, dall’evocazione di memorie personali e collettive all’attraversamento del tempo, dalla sublimazione delle ombre all’immersione totale nella luce.

Orari: da lunedì a venerdì 10.00 – 20.00 | Sabato e domenica 10.00 – 21.00

Biglietti: Intero 14 euro – Ridotto 12 euro – Open 15 euro  – Ridtto dai 4 ai 10 anni 10 euro

Gratuito per bambini fino a 3 anni; diversamente abile; insegnante in visita con gruppo di alunni/studenti; giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale

Antonio Fraddosio. Le tute e l’acciaio

dal 1 novembre al 5 maggio 2019 – Galleria d’Arte Moderna

Negli spazi del chiostro-giardino della Galleria d’Arte Moderna Antonio Fraddosio espone dieci grandi lamiere lacerate e contorte, potenti e misteriose, che richiamano le tute che dovrebbero proteggere gli operai dell’Ilva dai tumori, depositate, al termine del turno di lavoro e prima di andare alle docce, in una specie di camera di compensazione.

La netta presa di posizione di Fraddosio è anche quella di un uomo del Sud, per di più pugliese di nascita, che ha visto con i propri occhi, tante volte nel corso degli anni, l’impressionante trasformazione di Taranto causata dall’impianto siderurgico dell’Ilva, il più grande d’Europa.

Come scrive Gabriele Simongini, in catalogo, in questi sudari di ferro resta l’impronta di corpi umani sofferenti, c’è il senso della morte e della distruzione ma sopravvive una sorta di speranza affidata all’arte, alle sue possibilità catartiche. Nelle lamiere, ciascuna diversa dall’altra, affiorano spesso i colori velenosi, mortali ispirati al manto di ruggine, alla polvere pesante, rossastra, dalle sfumature marroni e nere, che avvolge e soffoca la città colpendo soprattutto il rione Tamburi, a ridosso dell’Ilva.

Nel periodo di esposizione del site specific alla GAM previsti eventi di danza, readings e incontri.

Orari: da martedì a domenica ore 10:00 – 18:30

Biglietti: Intero: € 7,50ridotto: € 6,50 per non residenti; intero: € 6,50 – ridotto: € 5,50 per residenti

Lisetta Carmi – La bellezza della verità

fino al 24 marzo 2019 –  Museo di Roma in Trastevere

Omaggio a Lisetta Carmi, una delle più importanti esponenti della fotografia italiana.

La mostra si propone di valorizzare l’opera della fotografa attraverso un percorso espositivo scandito da tre nuclei di lavori, concepiti come progetti di pubblicazione su tre temi molto diversi fra loro: la metropolitana parigina, i travestiti e la Sicilia. In mostra saranno presenti anche i lavori più noti, a documentare un percorso fotografico lungo vent’anni, tra i Sessanta e i Settanta, caratterizzato da un’attenta osservazione della realtà, mai occasionale e straordinariamente empatica.

Ne sono esempio anche le immagini realizzate nel 1964 nel porto di Genova, che compongono uno dei più significativi reportage del dopoguerra sul tema del lavoro. Sempre legato alla città di Genova, il progetto fotografico da lei intitolato “Erotismo e autoritarismo a Staglieno” mostra la straordinarietà e il fascino del cimitero monumentale. L’indomabile volontà di capire e conoscere spinge la fotografa anche in paesi lontani come Israele, l’America Latina, l’Afghanistan e l’India.

Le sue immagini rimangono uno strumento imprescindibile per la conoscenza storica di quei luoghi e di quelle realtà. Saranno esposte anche molte immagini inedite dedicate ai ritratti di artisti e personalità della cultura. Attraverso il suo obiettivo Lisetta Carmi ha allineato la storia della fotografia con la contemporaneità.

Orari: da martedì a domenica ore 10:00 – 20:00.

Biglietto:

  • Tariffe non residenti Intero: € 8,50 – Ridotto: € 7,50
  • Tariffe residenti: Intero: € 7,50 – Ridotto: € 6,50

Pollock e la Scuola di New York

fino al 5 maggio 2019

Per conoscere tutti i dettagli di questa attesa mostra vi rimandiamo al nostro articolo.

Andy Warhol a Roma: oltre 170 opere del maestro della Pop Art

fino al 5 maggio 2019

In anteprima i dettagli di questa attesa mostra al nostro articolo.

La Roma dei Re. Il racconto dell’Archeologia

fino al 5 maggio 2019 – Musei Capitolini

La mostra accende i riflettori sulla fase più antica della storia di Roma, illustrando gli aspetti salienti della formazione della città e ricostruendo costumi, ideologie, capacità tecniche, contatti con ambiti culturali diversi, trasformazioni sociali e culturali che interessarono Roma nel periodo in cui la città, secondo le fonti storiche, era governata da re.

Grazie a lunghe attività di revisione, restauro e studio è possibile mostrare per la prima volta al pubblico dati e reperti archeologici mai esposti prima, talvolta sorprendenti e suggestivi per la loro bellezza e modernità.

Il percorso espositivo – che inizia a partire dal limite cronologico più recente, il VI secolo a.C., e arriva fino al X secolo a.C. – si snoda in diverse sezioni:

  • Santuari e palazzi nella Roma regia, con reperti provenienti dall’area sacra di Sant’Omobono nel Foro Boario presso l’antico approdo sul Tevere;
  • I riti sepolcrali a Roma tra il 1000 e il 500 a.C., con corredi tombali dalle aree successivamente occupate dai Fori di Cesare e di Augusto e dal Foro romano;
  • L’abitato più antico: la prima Roma, con il plastico di Roma arcaica per un viaggio a ritroso nel tempo dalla Roma di oggi a quella delle origini;
  • Scambi e commerci tra Età del Bronzo ed Età Orientalizzante, con testimonianze provenienti in massima parte dalla necropoli dell’Esquilino, uno dei complessi più importanti della Roma arcaica;
  • le sezioni Indicatori di ruolo femminile e maschile, Oggetti di lusso e di prestigio, e Corredi funerari “confusi”, che contengono reperti e oggetti provenienti anch’essi per lo più dalla necropoli dell’Esquilino a testimonianza di quella che poteva essere la ricchezza originaria della necropoli.

Orari: tutti i giorni 9.30 – 19.30
Biglietto: Intero € 15,00 – Ridotto € 13,00 – Ridottissimo € 2,00; per residenti: Intero € 13,00; Ridotto € 11,00; Ridottissimo € 2,00

Ingresso gratuito per i residenti a Roma e nell’area della Città Metropolitana nella prima domenica di ogni mese.

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