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Foro Romano: il cuore pulsante della Roma antica

foro romano

Dei tanti luoghi che richiamano epoche romane passate ce n’è uno in particolare che emoziona sempre ogni volta che vi si passeggia. È il Foro Romano, la piccola città di un tempo con basiliche, templi e spazi adibiti alla vita pubblica che oggi è possibile solo immaginare mentre si cammina tra i suoi resti.

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Storia e cosa vedere nel Foro Romano

Ai tempi degli Etruschi questo luogo veniva usato per la sepoltura. Solo nel VII a.C. si iniziarono le costruzioni del Foro romano che di lì a poco sarebbe diventato il cuore dell’Impero Romano.

Si colloca oggi tra il Palatino e il Campidoglio e, sin dalle origini in età repubblicana era pensato per dibattiti a scopo politico, commerciale e sociale. Ora è possibile vedere al suo interno i resti di diverse strutture architettoniche: tra queste diversi templi dove si svolgevano le feste per gli dei come il Tempio di Saturno, Castore e Polluce e il tempio del Divo Giulio.

Diversi anche gli archi monumentali tra cui ancora visibili quello di Tito e di Settimio Severo. Infine sono degne di nota e di una sosta fotografica anche i resti della Casa delle Vestali e della Basilica di Massenzio.

Infine, ma non certo per importanza, si potrà ammirare la Curia Iulia, ovvero la sede del Senato dell’antica Roma.

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Tour tra i resti del Foro Romano

Se entrate al Foro da Largo della Salara Vecchia vi imbatterete nei resti della Chiesa di San Lorenzo e Miranda e nella Basilica Emilia prima di intraprendere il percorso sulla via Sacra.

Il primo importante resto che troverete è il Tempio del Divo Giulio richiesto da Augusto nel 29 a.C. proprio dove venne cremato Giulio Cesare. Poco più avanti si raggiunge la Curia e la Lapis Niger, dove, le lastre di marmo nero, indicano il luogo di sepoltura di Romolo. Proseguendo verso la fine della via Sacra ci si trova davanti 23 metri di arco, eretto in onore di Settimio Severo.

Dei templi prima citati oggi non restano che delle colonne: otto per il Tempio di Saturno, dov’era un tempo collocato il tesoro dello stato, e solo tre per il Tempio di Vespasiano e quello di Castore e Polluce. In parte ancora ben visibile è invece la Casa delle Vestali, chiamate così perché addette a tenere accesso il fuoco del Tempio di Vesta. Di esso restano oggi le statue bianche poste allineate tra di loro e seminascoste dalla natura e dal roseto.

Concludendo il percorso si giunge all’Arco di Tito, realizzato nell’81 e ancora oggi ben conservato e alla Basilica di Massenzio. Quest’ultimo edificio è il più grande del Foro e ancora oggi si resta stupiti dalla sua imponenza pari a circa 100 metri di lunghezza e 65 di larghezza.

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