Pubblicato in: Mostre

Un viaggio sensoriale nella vita di Frida Kahlo: Il caos dentro al SET Spazio Eventi Tirso

RedazioneRedazione 3 settimane fa
frida kahlo mostra roma

Alla mostra di Frida un altare messicano per il Dìa de los muertos

di Fabio Fantozzi

Nei giorni di Halloween anche la mostra su Frida Kahlo celebra il dìa de los muertos. Nello Spazio Eventi Tirso (SET), che dal 12 ottobre fino al 29 marzo ospita la retrospettiva sulla celebre artista, non poteva mancare con l’allestimento del tipico altare messicano in onore di Frida e dei defunti alla presenza di Alejandra Matiz, una delle curatrici della mostra nonché figlia del noto fotografo Leo Matiz.

“Si tratta di una festa molto importante in Messico – spiega la curatrice accerchiata dalla musica dei mariachi – che anche Frida nella sua vita travagliata amava celebrare. La gente esce per strada con il viso dipinto da teschio adornato da motivi floreali e dalle farfalle che in questo periodo migrano dagli Stati Uniti, e balla, beve in compagnia, esorcizza la morte. In casa si allestiscono degli altarini per i cari defunti con le bevande e i cibi favoriti”.

Nei luoghi del Messico dove la tradizione è più radicata, gli altari iniziano a prendere forma il 28 ottobre e raggiungono l’apice il 2 novembre. È comune per il primo giorno accendere una candela e posizionare un fiore bianco; il giorno successivo viene aggiunta un’altra candela e viene offerto un bicchiere d’acqua. Entro giorno 30 viene accesa una nuova candela, viene messo un altro bicchiere d’acqua e viene messo un pane bianco; il giorno successivo viene collocato un frutto di stagione. Per il primo novembre, vengono messi i cibi dolci, il cioccolato, la zucca in tacha e i fiori.

Nel giorno principale viene messo il cibo preferito del defunto, tequila, mezcal e birra. L’elemento che non manca in nessuno di questi giorni è il copale, un incenso ricavato da una resina. Tradizionalmente gli altari hanno livelli e, a seconda delle usanze familiari, vengono usati due, tre o sette livelli. Ogni livello è destinato ad accogliere un elemento di offerta ben preciso. Nel posto più alto è collocata l’immagine del santo di devozione della famiglia.

Questo e altro è possibile ammirare nella mostra di Frida. Un’esperienza sensoriale nella sua vita più che un’esposizione vera e propria, visto che nessuna delle sue opere è presente. All’artista, divenuta icona pop, sono state dedicate diverse retrospettive spesso incentrate sulla sua vita sofferta ed eccentrica, divenuta essa stessa opera d’arte, che ai prodotti della sua arte, per la maggior parte in mano a collezioni private.

Tuttavia è possibile contemplare le sue opere grazie ai formati Modlight che ne riproducono i minimi dettagli. Nel suo “Caos dentro”, che dà il nome alla mostra, si possono visitare gli ambienti, riprodotti, della sua breve e intensa vita, dalla sua camera col celebre specchio per gli autoritratti, alla Casa Azul, che ospitò personaggi da tutto il mondo da Trotskij ad André Breton. Sulle note di Chavela Vargas e della tradizione messicana un gruppo di mariachi in costume accompagna i visitatori. In programma anche laboratori per bambini la domenica, attività didattiche e visite animate per bambini e per adulti.

La collezione presenta anche centinaia di ritratti d’autore, lettere, pagine di diario, abiti e gioielli ispirati all’artista, e fotografie personali tra cui quelle scattate da Leo Matiz, storico amico di Diego Rivera e Frida. Un viaggio nella sua dolorosa e ribelle esistenza che, assieme al marito Rivera, esponente di punta del muralismo messicano, ha rappresentato un punto di riferimento nella vita culturale e politica dagli anni Trenta agli anni Cinquanta in Messico e Oltreoceano.

Frida Kahlo, prima di essere una pittrice, era una donna emancipata, militante comunista, anticonformista, che ha saputo rivelare il suo universo interiore di sensazioni nei celebri autoritratti, “la cosa più sincera che io potessi fare per esprimere ciò che sentivo dentro e fuori di me”. A cominciare dal celebre “La colonna spezzata”, il simbolo della sua sofferenza fisica. Malata di poliomielite, Frida fu anche vittima di un terribile incidente da giovanissima, che le causò innumerevoli problemi.

Sottoposta a diverse operazioni, anche negli Stati Uniti, non riuscì mai a riprendere una vita normale e fu costretta a stare sdraiata a letto per molti anni e a dipendere dalla morfina. A ciò si aggiunse il dolore per i tre aborti, per la morte dell’amato padre e per i continui tradimenti del marito Diego Rivera, tra cui quello con sua sorella che gli causò il divorzio, e per l’amputazione della gamba.

“Spero che l’uscita sia gioia e spero di non tornare mai più”, scrisse Frida poco prima di morire. A 65 anni dalla sua morte la sua vita continua a ispirare donne e uomini di tutto il mondo come un’opera d’arte, imperitura e universale.


Il 12 ottobre debutterà al SET Spazio Eventi Tirso (via Tirso n°16) uno degli eventi museali dell’anno: stiamo parlando di Frida Kahlo – Il caos dentro.

Fino al 29 marzo 2020 si potrà visitare la riproduzione dello studio-atelier della tormentata artista: ci saranno il cavalletto, pennelli, ma questa è solo una delle stanze della mitica Casa Azul che si potranno visitare.

A cura del professor Sergio Uribe, l’esposizione è adatta a coloro i quali non conoscono ancora a fondo le varie sfaccettature della Kahlo e decidono di approcciarsi ad essa con curiosità: la mostra, che si sviluppa in oltre 600 metri quadrati, è organizzata in sezioni tematiche, tutte contraddistinte da un grande appeal scenografico, come se si trattasse di un colorato viaggio nella caotica esistenza della pittrice messicana.

Non mancherà allora la ricostruzione della camera da letto, con il celebre baldacchino sul quale venne installato uno specchio per permettere all’artista messicana di autoritrarsi. Busti, abiti, medicinali e tutti gli oggetti della vita quotidiana di Frida sono stati studiati attentamente e riprodotti in ogni dettaglio per incantare il pubblico. Una sezione speciale della mostra sarà inoltre dedicata al rigoglioso giardino della casa-museo di Coyoacàn.

Alcuni capolavori originali di Frida e dell’amato compagno di vita, Diego Rivera, completeranno la ricca esposizione, come il Ritratto di Frida che Rivera disegnò nel 1954 o come La nina de los Abanicos sempre di Diego Rivera del 1913. In esposizione anche l’opera di Frida Kahlo Piden aeroplanos y les dan alas de petate, olio su cartone del 1938.

Con uno sguardo all’innovazione, il percorso espositivo prevede inoltre l’immersione nella realtà aumentata in uno spazio dedicato alla multimedialità. Un modo per avere una prospettiva sulla vita e gli amori di Frida, attraverso le sue vibranti lettere, le sue candide fotografie e le opere viste attraverso la tecnologia.

Frida Kahlo e Diego Rivera rappresentano il simbolo dell’avanguardia artistica e culturale messicana del Novecento. Frida Kahlo è quella straordinaria artista con una vita travagliata, tra avventure, passioni e dispiaceri, che ha lasciato al mondo un patrimonio d’Arte senza paragoni, mentre il suo amato Diego Rivera fu tra i principali ispiratori dell’arte muralista

Biglietti:

  • Intero 12 euro
  • Over 65 anni 10 euro
  • Convenzioni (universitari – disabili e accompagnatori – under 14 ) 8 euro
  • Scuole 5 euro
  • Gratis under 8 anni
  • Presentando alla biglietteria il biglietto regionale di Trenitalia della giornata della visita alla mostra si riceverà uno sconto di 4 euro sulla tariffa intera

Vendita on-line presso Tickettando e Ticketone.it

Orari:

  • dal lunedì al venerdì dalle ore 09,30 alle 20,00
  • sabato e domenica dalle ore 09,30 alle 21,00
  • apertura al pubblico sabato 12 ottobre dalle ore 09,30 ingresso a pagamento

Informazioni e prenotazioni: info@navigaresrl.com – 3336095192  – prenotazioni@mostrafridakahlo.it

Scopri tutte le mostre in corso a Roma con il nostro #spiegonemostre