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Mostre Roma maggio 2024: da Fidia a Escher fino al Giappone

Beatrice Curti 3 settimane fa
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Carla Accardi, Violarosso, 1963 | Tempera alla caseina su tela, cm 160 x 194 Museo del Novecento, Milano. Foto L. Carrà. Copyright Comune di Milano © Carla Accardi by SIAE 2024

La primavera 2024 si prospetta una stagione piena di arte per Roma. Le mostre in programma sono moltissime e pensate per soddisfare l’interesse di tutti gli appassionati, tra arte, storia e musica. Scopriamo quali mostre vedere a Roma nel mese di maggio con il nostro #spiegonemostre!

Musei Capitolini

Fidia (fino al 5 maggio 2024)

Nella sede di Villa Caffarelli i Musei Capitolini presentano una delle mostre più ambiziose del suo calendario. La prima monografica dedicata al più grande sculture dell’antica Grecia, inventore della tecnica del “panneggio bagnato”, che permetteva di dare risalto alla plasticità dei corpi. La mostra si articola in sei sezioni che racchiudono oltre 100 opere, reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti e disegni, insieme a installazioni multimediali. Presenti in mostra anche due fregi del Partenone, prestito eccezionale del Museo dell’Acropoli di Atene, oltre a moltissimi capolavori da sedi museali di tutto il mondo.

Museo dell’Ara Pacis

Theatrum. Attori autori e storie del teatro antico (fino al 29 settembre 2024)

Il teatro era uno degli elementi fondamentali della società romana. Sugli spalti dei teatri si concludevano affari, si placavano diatribe e si assisteva a opere messe in scena ancora oggi. La mostra si propone di raccontare le origini greche, magno greche, etrusche e italiche del teatro antico e il suo arrivo a Roma, dai primi teatri in legno fino alle strutture in grado di ospitare migliaia di spettatori in epoca imperiale.

Palazzo Bonaparte

Escher  (fino al 5 maggio 2024)

A 100 anni dalla sua prima visita nella Capitale avvenuta nel 1923, Escher torna a Roma con la più grande e completa mostra a lui mai dedicata, a Palazzo Bonaparte.

Escher è amato da chi conosce l’arte, ma anche da chi è appassionato di matematica, geometria, scienza, design, grafica. Nelle sue opere confluiscono una grande vastità di temi, e per questo nel panorama della storia dell’arte rappresenta un unicum.

La mostra di Roma si configura come un evento eccezionale che presenta al pubblico, oltre ai suoi capolavori più celebri, anche numerose opere inedite mai esposte prima, per un totale di circa 300 opere esposte.

Chiostro del Bramante di Roma

EMOTION. L’arte contemporanea racconta le emozioni (fino al 29 settembre 2024)

Venti artisti contemporanei per altrettante opere, molte delle quali site specific, tutte unite da un unico proposito: suscitare emozioni. Sorpresa, confusione, desiderio, gioia, paura, attesa, angoscia, felicità, orgoglio, eccitazione, nostalgia, ammirazione, sollievo, tranquillità, imbarazzo… Non solo sensazioni positive, ma anche emozioni che scaturiscono da immagini sgradevoli, forti, che toccano il nostro subconscio.

Palazzo Braschi

Ukiyoe. Il mondo fluttuante (fino al 23 giugno 2024)

Un percorso espositivo di oltre 150 opere porta lo spettatore a indagare il Giappone del periodo Edo, l’epoca più prospera e artisticamente attiva del Sol Levante. Con artisti del calibro di Katsushika Hokusai e Utagawa Kunyioshi, le stampe del mondo fluttuante raccontano la quodianità del Giappone, le sue leggende e i suoi paesaggi. Non solo stampe in mostra, ma anche ventagli, rotoli e oggetti di artigianato, come kimono e strumenti musicali, il tutto immerso nelle atmosfere barocche di Palazzo Braschi, uno dei palazzi più belli della Capitale.

Palazzo delle Esposizioni

Carla Accardi (fino al 9 giugno 2024)

La mostra celebra il centenario della nascita di Carla Accardi, figura cardine della cultura visiva contemporanea italiana e internazionale. Raccoglie circa cento opere e abbraccia l’intera biografia dell’artista, nata a Trapani nel 1924 e giunta nel 1946 a Roma dove ha risieduto sino alla sua scomparsa nel 2014.

Aderente alle istanze della contemporaneità, il suo lavoro è stato negli anni determinante per la nascita e lo sviluppo di nuovi modi di intendere l’opera d’arte: dall’astrattismo dell’immediato dopoguerra all’informale, dalla pittura-ambiente a un’arte dematerializzata, fino alla rinnovata joie de vivre incarnata nella pittura degli anni Ottanta e nei grandi dittici e trittici degli anni Novanta e Duemila.

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