Pubblicato in: Teatro

RomaEuropa Festival 2018: danza, performance, musica e teatro

RomaEuropa Festival 2018
Foto tratta da 'The Prisoner' di Peter Brook e Marie-Hèlène Estienne

RomaEuropa Festival è un appuntamento immancabile dell’offerta romana e, a più ampio respiro, di quella nazionale e non solo. Giunto alla sua 33esima edizione presenta – sulla carta – un’offerta che continua ad abbracciare sempre più le molteplici discipline artistiche ed altrettanti canali. In tal senso, un esempio, è la proposta di performance web ‘Moving Windows Forward‘ del collettivo IOCOSE previsto 5 e 6 ottobre al Mattatoio e dal 4 al 7 online.

“Muri, recinzioni, barriere: sarebbero questi i simboli della nostra relazione con il mondo all’inizio del XXI secolo? Dal 2000 a oggi si contano oltre 70 muri sparsi per oltre 40.000 chilometri. Melilla chiude le porte d’ingresso in Spagna, l’Ungheria e la Serbia bloccano la rotta balcanica, Calais in Francia ostacola il passaggio in Gran Bretagna, Israele si barrica contro i territori palestinesi, gli Stati Uniti d’America contro il Messico e la Corea del Nord contro la Corea del Sud… Il nuovo mondo si presenta a noi tra la globalizzazione – con la sua utopia di una comunità umana pensata soprattutto sugli scambi – e il suo opposto: il rifiuto della comunità globale e il rifugio nell’individualità”, ha esordito così nel suo intervento la Presidente di Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura Monique Veaute.

Sono parole che denotano come RomaEuropa sia una manifestazione con un forte senso di realtà, oltre che una grande vocazione artistica. “Quello che stiamo tentando di fare in questa edizione di Romaeuropa Festival non è altro che seguire un percorso tracciato da uno degli artisti europei più visionari, Peter Brook, che sarà uno dei protagonisti di Romaeuropa Festival 2018. Ci ha fatto scoprire l’eredità letteraria e le tradizioni di altre civiltà: dell’India con il suo ‘Mahabharata’, della Persia con ‘La Conférence des oiseaux’ e dell’Africa con i suoi più recenti allestimenti”.

RomaEuropa festival 2018: date e luoghi

Tre mesi, dal 19 settembre al 25 novembre, in cui l’Arte sarà protagonista di diverse location nella capitale, da quelle più canoniche come teatri storici agli spazi rifunzionalizzati o adibiti ad hoc (in totale 27 luoghi). “Questa edizione del Festival ha trovato, come sempre negli ultimi anni, dei complici in tutta la città. Si tratta di grandi istituzioni culturali: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Musica per Roma, l’Opera di Roma, il Teatro di Roma, il Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano, il Mattatoio, uno dei luoghi centrali della creazione emergente e dell’offerta culturale per i kids e per la prima volta il Palazzo Barberini. Anche le istituzioni private come il Teatro Olimpico e il Teatro Vascello sono per noi dei partner importanti e da anni al nostro fianco”.

RomaEuropa festival 2018: il programma

Tocca a ‘Kirina‘ del coreografo Serge-Aimè Coulibaly aprire le danze al Teatro dell’Argentina mercoledì 19. “Il titolo dello spettacolo è il nome della località situata nell’odierna Guinea dove si è svolta l’ultima battaglia da cui è nato l’impero mandingo nell’Africa Occidentale. Ed è a partire da questo luogo che questa speciale crew racconta e descrive la marcia di un popolo, colto nel suo momento di massima forza e splendore” (dalla scheda). Tra i titoli più attesi innegabilmente c’è l’ultima creazione di Peter Brook con Marie-Hèlène Estienne ‘The Prisoner‘ (dall’11 al 20 ottobre al Teatro Vittoria). “Un cast multietnico per affrontare con la maestria e quel consueto tocco lirico che caratterizza la scrittura scenica di questo gigante del teatro mondiale, i temi della punizione, della giustizia e del crimine”.

Il bello di questa kermesse è che propone dei grandi maestri, come Brook, Milo Rau (il doc ‘The Congo Tribunal‘, 8/11 all’Opificio Romaeuropa e lo spettacolo ‘The Repetition. Histoire(s) du Théâtre (I) dal 9 all’11 novembre al Vascello), Mario Martone (dirige, a distanza di quarant’anni, ‘Tango glaciale‘ dal 25 al 28 ottobre al Vascello), Christos Papadopoulos (‘Opus’ la coreografia che indaga la connessione tra musica e visione. 19/10 al Mattatoio), artisti affermati come i Motus (‘Panorama‘ 31/10 – 3/11 al Vascello) e altri che stanno sulla buona strada (citiamo, ad esempio, Liv Ferracchiati e The Baby Walk che presentano la ‘Trilogia della villeggiatura‘ sul tema dell’identità di genere. In scena il 28 ottobre al Mattatoio).

Si può dire che sia la musica la protagonista della chiusura della 33esima edizione con le sale dell’Auditorium Parco della Musica pronte a far risuonare note e sonorità che resteranno impresse sulla platea di turno, tra cui il live speciale di Angélique Kidjo (‘Remain in Light by Talking Heads‘), coerentemente con l’idea di incontro tra culture.

Il consiglio è quello di visionare il programma dettagliato sul sito ufficiale (compresa la proposta per i più piccoli) e di farvene uno a seconda di ciò che più amate, facendovi trasportare anche dalla curiosità di scoprire il lavoro di artisti che difficilmente ricapiteranno dalle nostre parti, se non in occasioni preziose da cogliere al volo.

Riassumendo

RomaEuropa Festival, dal 19 settembre al 25 novembre 2018

in varie location della capitale

Orari: specifici in base all’evento

Prezzi: 7€ fino ai 12 anni per alcuni spettacoli; da 10€ a 50€ (i costi più alti sono nel caso di alcuni concerti e di lavori come quello di Brook).
Sono previste delle forme di abbonamento da 6, 10 e 20 spettacoli con riduzioni per under30

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