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Famiglia, Circeo e Stare Meglio Oggi: teatro a Roma

Lucilla ChiodiLucilla Chiodi 6 giorni fa
spettacoli a roma
foto di Jo Fenz

Lo #spiegoneteatri di Roma Weekend vi segnala il meglio della programmazione teatrale a Roma a giugno 2018: nel corso del mese saranno molti gli spettacoli da non perdere. Ecco il meglio della settimana dal 18 al 24 giugno 2018.

Questa sera, lunedì 18, non perdetevi al Gay Village la pièce dal titolo ‘Famiglia’, con Marcello Fonte, vincitore della Palma D’Oro al Festival di Cannes come attore protagonista nel film Dogman, di Matteo Garrone. Lo spettacolo vede, oltre a Fonte, gli attori del gruppo Fort Apache Cinema Teatro. Lo spettacolo è diretto da Valentina Esposito, in un grande affresco teatrale che vi appassionerà.

Martedì 19 giugno alle 21.30 Carlo De Ruggieri porta in scena il suo divertente spettacolo “Stare Meglio Oggi” al Parterre Farnesina Social Garden. Un testo surreale, in cui le vicissitudini tragicomiche di un trentacinquenne deluso da una storia d’amore finita male, diventano l’occasione per parlare anche della società italiana e delineare, con lucida ironia, un ritratto della storia politica degli ultimi trent’anni.

Eccovi tutti gli spettacoli da non perdere questa settimana a Roma nel nostro #spiegoneteatri. 

— Famiglia

Gay Village – Città dell’Altra Economia, 18 giugno

Vincitore della Palma D’Oro al Festival di Cannes come attore protagonista nel film Dogman, di Matteo Garrone, arriva al Gay Village di Roma il 18 giugno, Marcello Fonte, con gli attori del gruppo Fort Apache Cinema Teatro diretto da Valentina Esposito, in un grande affresco teatrale dal titolo Famiglia.

Lo spettacolo è presentato da Gay Village e Artisti 7607 dopo il debutto di domenica 17 giugno (ore 21) al Teatro India, nell’ambito del festival ROMA CITTÀ MONDO. Festa teatrale dell’intercultura.

La pièce prova a scandagliare l’anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni.

In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni. La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà.

Indirizzo: Largo Dino Frisullo

Orario: ore 21.45

Ingresso: 10,00 euro

— Dita di dama

Teatro di Tor Bella Monaca, 18 giugno

La storia di Francesca e Maria, due amiche, cresciute insieme nello stesso cortile della periferia romana. Una sogna un futuro da veterinaria, l’altra di continuare a studiare. Ma a diciotto anni si ritrovano, costrette dai padri una a studiare legge, l’altra a lavorare in fabbrica. Siamo nel 1969, l’autunno caldo.

Attraverso gli occhi di Maria scopriamo la nuova vita sua e delle altre operaie, sempre in biblico tra il comico e il drammatico, tra il commovente e l’entusiasmante. Il cottimo, la bolla, la paletta, i marcatempo. E poi gli scioperi, la stira, il consiglio di fabbrica. E ancora sullo sfondo l’Italia che cambia, da Piazza Fontana alla legge sul divorzio, lo Statuto dei lavoratori, le ribellioni in famiglia. Maria, da timida e impacciata ragazzina in fabbrica proprio non ci voleva stare, con quella puzza di pasta salda che ogni sera provava a cacciare via nel nuovo lusso del bagnoschiuma, si trasforma in “una tosta”, sguardo fisso e faccia decisa quando parla alle assemblee; ma rischia così di perdere il suo amato Peppe.

Gli anni delle lotte operaie, raccontati non attraverso lo “stereotipo” della violenza, della tensione e del piombo, ma con una storia di formazione d’amore e amicizia, tutta al femminile, che indaga percorsi di libertà e dignità che sfidano tuttora il nostro grigio presente. Un piccolo spaccato dell’Italia operaia negli anni che vanno dal 1969 ai moti di Reggio Calabria del 1972.

Indirizzo: via Bruno Cirino

Orario: ore 14

Ingresso libero

—Stare meglio oggi

Parterre Farnesina Social Garden, 19 – 29 giugno

Martedì 19 giugno alle 21.30 Carlo De Ruggieri porta in scena il suo divertente spettacolo “Stare Meglio Oggi”.

Scritto e diretto da Giacomo Ciarrapico con l’accompagnamento musicale di Andrea Ruggiero,  lo spettacolo ha riscosso grande successo di pubblico e critica: “una scrittura astuta e divertente, un marchingegno ben orchestrato che attira a sé lo spettatore e lo ingloba” per Hystrio, “capace di fare un ritratto sagace, vero per quanto amaro, della nostra Italia” secondo L’Unità.

“Stare meglio oggi” nasce da un parallelismo tra l'”Io” del protagonista e il Paese in cui viviamo. Un testo surreale, in cui le vicissitudini tragicomiche di un trentacinquenne deluso da una storia d’amore finita male, diventano l’occasione per parlare anche della società italiana e delineare, con lucida ironia, un ritratto della storia politica degli ultimi trent’anni.

Indirizzo: viale Antonino di San Giuliano

Orario: ore 21

Ingresso gratuito

— Romeo e Giulietta

Teatro Olimpico, 20 giugno

Mercoledì, 20 giugno alle 20,30, il teatro Olimpico di Roma ospiterà lo spettacolo “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare interpretato dagli allievi diversamente abili e normodotati dell’Accademia L’Arte nel Cuore Onlus, ideata e diretta da Daniela Alleruzzo. Protagonisti della pièce, diretta da Marta Iacopini e Maria Teresa Campus, e ambientata in una discarica, sono due bande rivali.

Una discordia che dura da molti anni e inasprisce gli animi a tal punto che spesso i giovani delle due famiglie si azzuffano in risse immotivate. Tuttavia accade che due adolescenti delle fazioni opposte si innamorino. Sono Romeo e Giulietta che si incontrano per caso, si cercano per passione, si sposano per amore, si amano per aversi, si inseguono per fuggire e si uccidono per ritrovarsi.

Epilogo inevitabile di una parabola che cade a picco in un vortice tragico, i cui complici inconsapevoli sono i personaggi che muovono il conflitto: Tebaldo e Mercuzio che accendono la miccia; Frate Lorenzo che cerca prodigiose risoluzioni; la balia che rattoppa le circostanze con opportunistiche teorie di saggezza popolare; Paride, vittima di pretendere un ruolo voluto dal mondo, ma non riconosciuto dall’amore; e un manipolo e un drappello di combattenti e servi che si giocano la vita per rancori altrui.

Una storia conosciuta e narrata in tutti i tempi e a noi testimoniata attraverso gli occhi di un cronista e la sua troupe, a caccia di edizioni straordinarie per nutrire il cinico e bulimico interesse di chi ingoia le notizie senza morale e senso critico.

Indirizzo: Piazza Gentile da Fabriano

Orario: ore 20.30

— L’Aria

Gay Village – Città dell’Altra Economia, 22 giugno

Con i patrocini di Amnesty International: “per la sua efficacia nel descrivere la vita e il passato delle persone che vivono recluse, e ricordare al pubblico, ancora una volta, alcune storie spezzate e finite troppo presto” e dell’Associazione Stefano Cucchi Onlus: “per aver dato voce in modo coinvolgente a storie e a situazioni che si trovano a vivere i detenuti nelle carceri italiane, sensibilizzando allo stesso tempo sul tema delle morti di stato e sulla necessità di fare luce e giustizia”, arriva il 22 giugno al Gay Village, L’Aria, uno spettacolo di forte denuncia sociale rappresentato da una compagnia di attori under 30.

Diretti da Giulia Paoletti, gli interpreti Alessandro Calamunci Manitta, Andrea Colangelo,  Pierfrancesco Nacca e Gabriele Sorrentino raccontano la storia di quattro detenuti: Nicola, Mario, Rosario e Carmine rinchiusi in un istituto di detenzione del nostro Paese.

Un racconto che dura un’ora, un’ora sola per sentirsi liberi, per respirare aria pulita, un’ora sola per guardare il cielo. Raccontano pezzi della loro vita, quella vera, prima di essere reclusi, fino ad arrivare poi al momento della carcerazione. Cosa si nasconde dietro ai loro reati? Dietro a quei volti scavati, dietro al loro taglio di capelli, dietro a quelle tute acetate? Forse, semplicemente, solo uomini.

Perché potresti essere tu, o io, ma che differenza fa? Ed è questo che si vuole raccontare: storie di uomini, di abusi, di disagio e di sofferenza; il tutto narrato sotto forma di intervista, con l’idea di ricreare una realtà a noi sconosciuta: usi, costumi, gerghi, consuetudini e gesti, pezzi ricuciti insieme, in un abito che possono indossare tutti.

Indirizzo: Largo Dino Frisullo

Orario: ore 21

Ingresso: 10,00 euro

— Circeo

Teatro Argentina, 23 giugno

Circeo è un promontorio affacciato sul Mar Tirreno. Luogo mitico di approdo di Ulisse e incontro con Circe.

Questo lavoro nasce attorno a un’ipotesi spettacolare in cerca di una forma scarna, primitiva, qualcosa che resta agli albori, dove ciò che resta è pura circolarità, ipnosi, sogno: Circeo. E largo orizzonte, geometria, solco di balene, montagna sottomarina: Vavilov. E sommovimento tellurico, fuochi, fumo, ghiaccio, vulcano subglaciale: Hekla. E fiaba, mantra, formula incantatoria: Circe.

In un orizzonte esteso e privo di riferimenti, antartico, incantatorio, i danzatori affondano pienamente in un universo/mantra senza spessore, leggero e cangiante, fatto della pura ricercatezza e complessità del movimento, come in un ricamo senza fine, fatto di velocità e lentezza, di simultaneità intraviste e subito raccolte, di calore e di gelo, di distanze, di approssimazioni, di incontro, di baci, di energia consumata, di corpi spossati e arenati. Nell’incertezza tra il mentale e il fattuale, il notturno e il diurno, i danzatori parlano un linguaggio che sembra non appartenere più a noi, ma un mare tempestoso.

Il lavoro presenta una ulteriore sequenza di azioni, che avvengono parallelamente alla struttura danzata, influenzandone costantemente le atmosfere e lo spazio. Queste azioni si articolano perlopiù ai lati della zona performativa, nella penombra o oscurità, e hanno a che fare con elettricità, con cambiamenti luminosi e bagliori, con l’uso di strumentazioni da vulcanologia, blocchi di ghiaccio, roccia, carbone, profili di animali non chiaramente identificabili… modificando atmosfere d’un mondo inventato in un tempo imprecisato.

Indirizzo: Largo di Torre Argentina 52

Orario: ore 21

Ingresso: intero 20 euro – ridotto 15 euro

Eventi passati

— Miti d’Acqua

Teatro Biblioteca Quarticciolo, 14 giugno

Il 14 giugno alle 20.30 Sista Bramini e la musicista Camilla Dell’Agnola
si esibiranno in Miti d’Acqua, uno spettacolo itinerante che parte dal Teatro Biblioteca Quarticciolo per arrivare al Parco Alessandrino.

Lo spettacolo è ispirato alle Metamorfosi di Ovidio, che narrano un mondo in cui passioni umane e elementi naturali vivono ancora in un contatto fecondo di straordinari riflessi. Fonti, fiumi, laghi vivi, abitati da ‘geni locali’ ci parlano del loro valore irriducibile nelle storie di Aretusa, Ermafrodito, Atteone.

Sono acque fresche che in limpide super ci scherzano con luce e riflessi; acque profonde che cantano, in gorghi torbidi, di oscurità fertili e inconsce; sono acque dal respiro in infinito.

Ascoltare questi miti accanto ad una fonte o in un bosco, nella qualità artistica della narrazione orale di Sista Bramini e della musica performativa originale di Camilla Dell’Agnola, può evocare l’emozione pura, inconsueta, di un’appartenenza reciproca, forse dimenticata, tra ciò che scorre dentro di noi e ciò che scorre fuori, nella natura circostante.

Indirizzo: via Ostuni 8

Orario: ore 21

Ingresso: studenti 8 euro; adulti 10 euro intero, 8 euro ridotto

— Quando non so cosa fare cosa faccio?

Teatro India, dal 13 al 23 giugno

Camminare senza una meta precisa lungo un quartiere di Roma ascoltando un flusso ininterrotto di pensieri, racconti, piccole osservazioni, che da quel paesaggio partono e ritornano, come se fosse da fuori che arrivano i pensieri, mostrando come il nostro vissuto sia continuamente intrecciato con l’esterno.

È questa l’azione performativa di Daria Deflorian e Antonio Tagliarini che, dal 13 al 23 giugno (ore 18.45) per il quarto consecutivo, accompagneranno un piccolo gruppo di spettatori dal Teatro India lungo viale Marconi: negozi di ultima generazione e vecchie botteghe artigiane, panchine abitate da vecchi del quartiere e parchi popolati da bambini di tutte le etnie, antri, parcheggi e facciate nascoste degli imponenti palazzi.

Gli spettatori, muniti di cuffie e guidati da Antonio Tagliarini, seguono Daria Deflorian che come spesso nel percorso di questa coppia artistica si muove in bilico tra racconto autobiografico e restituzione di una figura.

Una figura che questa volta è stata rubata al nostro migliore cinema: Adriana, la giovanissima protagonista di uno dei capolavori del cinema italiano, Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli. Un film del 1965, interpretato da una indimenticabile Stefania Sandrelli. Adriana lascia il suo paese per raggiungere Roma ed è proprio nell’allora modernissimo quartiere Marconi che viene ad abitare con l’aspirazione di farsi strada nel mondo dello spettacolo.

Il film è di una radicalità sorprendente e di un’attualità sconcertante. Con Adriana per la prima volta nel cinema italiano emerge un personaggio (apparentemente solare, leggero) che non è molto diverso da una “cosa”, adagiata in un puro presente senza sviluppo, sottoposta alle intemperie del mondo che la portano a morire. Se le cose negli anni del boom si trasformano in merci, oggetti di consumo, le persone seguono lo stesso destino, sembra dire con lungimiranza Pietrangeli.

La performance gioca quindi, anche grazie agli ‘esterni’, con il linguaggio cinematografico, con inquadrature che ricordano il primo piano e altre il campo lungo, grazie alla vicinanza della voce che arriva in cuffia agli spettatori. Il copione è fissato, ma la realtà è mutevole e il gioco si arricchisce dei mille imprevisti di una camminata a cielo aperto. Quando non so cosa fare cosa faccio? grazie alla figura di Adriana porta alla luce quella zona di intimità che è quel muoversi a vuoto, estenuante a volte, ma il più delle volte illuminante, che tra noi chiamiamo “cincischiare”. Dove andiamo quando finalmente smettiamo di produrre? Si aprono paesaggi reali e paesaggi della mente.

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman, 1

Orario: ore 18.30

Ingresso: 10 euro intero – 7 euro ridotto –  5 euro operatore; prenotazione obbligatoria a community@teatrodiroma.net

— Mademoiselle C.

Teatro Brancaccino, 16 giugno

Nel tentativo complicato di dover scrivere a quattro mani una biografia, emerge il lato ‘inedito’ di una delle stiliste più importanti nella storia della moda: Coco Chanel.

La stilista negli ultimi giorni della sua vita, tra abusi e ricordi, ripercorre il suo passato in brevissimo tempo, riportando in vita, attraverso la memoria, le persone più importanti che ne hanno segnato il destino e soprattutto, la carriera.

Dal carattere instabile e figlia dell’egocentrismo, Chanel non lascia molto spazio alle interpretazioni. Di contro, fa immergere lo spettatore nell’affascinante mondo della Belle Epoque e ne fa respirare l’essenza, romantica e carica di possibilità.

Indirizzo: Teatro Brancaccino, via Mecenate 2

Orario: ore 20

Ingresso: 15 euro

— Tutte a casa

Teatro Manzoni, dal 24 maggio al 17 giugno

Conclude la stagione del teatro Manzoni la divertente commedia di Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis, Tutte a casa con un cast d’eccezione: Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola, Giulia Rupi, regia di Vanessa Gasbarri.

Infuria la Grande Guerra e l’Italia è impegnata nel terribile conflitto che miete vite dalle trincee del Carso ai picchi delle Dolomiti. Mentre gli uomini sono al fronte, le donne si prodigano nel loro storico ruolo di madri e di mogli, ma molte di loro, per arrotondare il magro bilancio familiare, accettano le offerte di lavoro che piovono dalle imprese, i cui ranghi sono rimasti sguarniti a causa della coscrizione dei propri dipendenti.

Improvvisamente le donne escono dalle case e s’improvvisano tranviere, operaie, impiegate, suscitando il grande scandalo dei molti benpensanti che temono il sovvertimento “dell’ordine naturale delle cose”.

Del primo, devastante, conflitto mondiale,  sono stati raccontati la durezza della vita di trincea, le vittime e gli eroi. “Tutte a casa” si concentra invece sull’aspetto, abbastanza inedito ma di enormi proporzioni, dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro; un primo e imponente approccio, destinato all’epoca a non avere immediate conseguenze sul piano sociale una volta terminato il conflitto, ma che di certo accelerò la presa di coscienza di molte donne.

Senza dimenticare la tragedia sullo sfondo – che toccherà anzi da vicino una delle protagoniste – con toni della commedia e del sentimento, in una piéce dolce-amara tutta al femminile.

Margherita, una ricca signora dell’alta borghesia milanese il cui marito imprenditore è stato preso prigioniero dagli austriaci, decide di imbarcarsi nella difficile avventura di tenere in piedi l’azienda di famiglia, produttrice di autocarri. All’inizio si tuffa nell’impresa con la leggerezza con cui frequenta i salotti dell’alta società; ma andando avanti si ritrova a sfidare l’ostilità di un mondo prettamente maschile in cui tutti le sono contro: i colleghi, i politici, la stampa e persino i sindacati.

Nella sua avventura Margherita è supportata, ma anche spesso osteggiata, da altre quattro donne, tutte diverse da lei sotto ogni punto di vista: carattere, classe sociale ed idee politiche. C’è Silvana, la coscienziosa segretaria del marito, che rivelerà insospettate doti manageriali e che nasconde un segreto inconfessabile; la matura Comunarda, una socialista dal temperamento sanguigno e combattivo che le darà parecchio filo da torcere; Teresa, giovane madre di famiglia tutta casa e chiesa,  e la giovane e vitale Giacomina, che pensa più che altro a divertirsi.

In un crescendo di ostacoli da superare nel tentativo di salvare l’azienda, le cinque donne si confrontano fra loro e imparano a costruire un diverso modo di rapportarsi, declinato al femminile e ispirato ai valori della solidarietà umana e della reciproca comprensione; e scoprono, ciascuna di se stessa, doti e aspirazioni che nemmeno pensavano di possedere.

Ma un bel giorno la guerra finisce e gli uomini tornano a casa, chi dal fronte, chi dalla prigionia. E il ripristino della normalità, una normalità tutta maschile, rappresenta per le nostre un brusco risveglio.

Indirizzo: via Monte Zebio 14

Orario: dal martedì al venerdì ore 21; sabato ore 17-21; domenica ore 17.30 lunedì riposo; 2 giugno ore 17; martedì 12 giugno ore 19; giovedì 14 giugno ore 17-21

Ingresso: intero euro 25; ridotto euro 22

— Roberto Bolle & Friends

Terme di Caracalla, 17 e 18 giugno

I Gala “Roberto Bolle and Friends£ si sono trasformati nelle mani del danzatore, qui nei panni non solo di interprete, ma anche di direttore artistico, in un potente strumento culturale di diffusione della danza, attirando ogni anno migliaia di appassionati e non.

Bolle, forte della sua intensissima esperienza internazionale, è riuscito ogni volta a ricreare per ognuno di questi appuntamenti uno spettacolo magico, riunendo alcuni dei più importanti ballerini del mondo e dando vita con loro a programmi vivaci, sorprendenti, che hanno saputo coinvolgere pubblici eterogenei e mai così vasti finora.

Dai grandi classici, alle coreografie più nuove, il Roberto Bolle and Friends ha radunato ogni anno il meglio della danza del mondo, offrendo una possibilità culturale rara e prestigiosa e infrangendo alcuni tabù che costringevano il balletto nella definizione di “arte di nicchia”.

C’è ancora riserbo sul cast ed il programma che lo stesso Roberto Bolle sta preparando, ma come sempre l’Étoile della Scala – che è anche Principal Dancer dell’ABT di NY – non mancherà di coinvolgere alcuni tra i nomi più importanti del panorama tersicoreo internazionale per offrire al pubblico una serata di danza al suo massimo livello.

Indirizzo: via delle Terme di Caracalla 52

Orario: ore 21

Ingresso: da 69,00 a 103,50 euro

— Donne come noi

Teatro Argentina, 17 giugno

Sei artiste sul palco interpretano le storie di donne italiane contemporanee che con la forza della loro tenacia, competenza e coraggio hanno fatto qualcosa di importante. Il canto accompagnato da un pianoforte, da un violoncello, da un chitarra e dalle percussioni s’intreccia con le storie che si succedono una dopo l’altra, in un andamento concertato. Protagonista l’attrice e cantante Tosca con Giovanna Famulari, Maria Chiara Augenti, Anna Mallamaci, Rita Ferraro e Fabia Salvucci. Donne come noi racconta figure femminili di età diverse accomunate dalla capacità di superare i propri limiti, trasformando le difficoltà in opportunità, abbattendo gli stereotipi e diventando fonte di ispirazione. Si inizia con l’etnomusicologa Giuliana Fugazzotto, che vuole digitalizzare un patrimonio immenso di canti popolari siciliani. E proprio la canzone popolare farà da filo conduttore dell’intero spettacolo, raccontando di volta in volta un’Italia diversa, alle prese con tutte le difficoltà dei suoi territori, femminile, ingegnosa e tenace. Da Alessia Chisu, che vuole salvaguardare il nuraghe più antico della Sardegna e far appassionare i giovani alla loro terra, a Giorgia Benusiglio, quasi uccisa dall’ecstasy e oggi testimonial anti-droghe, dal giudice antimafia Teresa Principato, in prima linea contro i boss di Cosa Nostra fino ad Alessandra Laricchia, prima ranger italiana in Namibia e Chiara Montanari, prima donna a dirigere una spedizione in Antartide.

Indirizzo: Largo di Torre Argentina 52

Orario: ore 20.30

Ingresso: libero con prenotazione a spettacolo.donnecomenoi@mondadori.it e specificando nell’oggetto “Roma” e nel testo nome, cognome, numero di telefono e numero di biglietti.

— Il pedone rosso

Teatro Argentina, dal 1 al 3 giugno

Nell’autunno del 2008 andava in scena al Teatro di Tor Bella Monaca Il Pedone Rosso per la regia di Roberto Gandini. Il testo scritto da Alessandro Berti, Giuseppe Manfridi e Attilio Marangon era la rielaborazione di un lungo lavoro durato diversi mesi nel Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli.

Lo spettacolo ebbe un buon esito di pubblico e una altrettanto buona accoglienza da parte del “mondo della scuola”. A dieci anni da quel fortunato debutto Il Pedone Rosso viene messo in scena dall’1 al 3 giugno 2018 al Teatro Argentina dal Laboratorio Pilota.

La storia è semplice: in una scacchiera, classicamente formata da pezzi bianchi e neri, la Regina dei Bianchi scompare e quindi tutti gli altri pezzi non possono giocare. Passa molto tempo. Un bel giorno la Regina torna con una novità, ha avuto un figlio un po’ “strano”, un piccolo Pedone Rosso. La comunità inizialmente accoglie, seppure con qualche diffidenza, il nuovo venuto, ma pian piano le ‘ragioni’ del gruppo prevalgono: per salvaguardare se stessi e i loro privilegi, il Pedone Rosso viene gradatamente, ma inesorabilmente, escluso.

Indirizzo: Largo di Torre Argentina, 52

Orario: venerdì 1 giugno ore 10.30; sabato 2 giugno ore 19; domenica 3 giugno ore 19

Prezzi: poltrona 40,00 euro – 32,00 euro; palchi platea, I e II ordine 32,00euro – 27,00euro; palchi III, IV e V ordine 25,00 euro 22,00 euro; loggione 12,00 euro:

  Avrei voluto essere

Teatro Petrolini, fino al 3 giugno

‘Avrei voluto essere’ , in scena dal 31 maggio al 3 giugno al Teatro Petrolini, racconta attraverso la voce di due ex coniugi il percorso che dall’adolescenza alla maturità ci porta lungo il ponte che conduce dalla genuina illusione all’amara disillusione. Un viaggio nostalgico e pungente, tra gag divertenti e momenti di riflessione, che punta il faro sulla nostra necessità di essere felici e, soprattutto, noi stessi.

Un lui e una lei. Due monologhi che non riescono a rimanere scissi l’uno dall’altro, perché la vita è fatta così: anche quando capisci che devi iniziare il tuo percorso su un’altra strada, la vecchia via non la lasci mai del tutto, rimane in te, con te, nella tua mente, nei tuoi ricordi.

Un matrimonio finito, con un amore forse mai iniziato. E la consapevolezza, maturata tardi, che per essere felici non bisogna mai cedere al compromesso, ma essere se stessi.

Uno spettacolo che aiuta a riflettere e ci riporta indietro di qualche anno, in un viaggio tra i ricordi e le illusioni dell’adolescenza.

Indirizzo: via Rubattino 5

Orario: ore 21

Ingresso: Intero: 13 euro; ridotto under 18/over 65 anni: 10 euro + tessera associativa: 2 euro

— Allezenfants!

Teatro India, dal 4 al 6 giugno

Un microfestival dedicato ai laboratori teatrali delle scuole (licei ed istituti) romani ideato dallo spazio indipendente Carrozzerie | n.o.t e il collettivo artistico Isola Teatro, sostenuto dal Teatro di Roma.

Dopo l’esperimento dell’anno passato questa prima edizione ufficiale si svolgerà al Teatro India dal 4 al 6 giugno, dalla mattina alla sera. In questa prima edizione sono stati coinvolti sei istituti del territorio romano che condivideranno: workshop con danzatori/attori/registi, incontri con operatori e artisti, fino alla messa in scena dei propri percorsi laboratoriali nelle sale del teatro.

ALLEZENFANTS! non è un concorso, non c’è competizione ma condivisione. Unione. Un desiderio feroce di rifondare un pensiero rivolto ad una nuova generazione teatrale che vuole conoscere, esplorare e mischiarsi, includere, contaminarsi e sporcarsi.

Una vocazione pura alla formazione che vuole mettere al centro il lavoro dei ragazzi e dei conduttori dei vari percorsi, che troveranno negli spazi del Teatro India un territorio di rinascita e identità.

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman, 1

Orario: ore 18

Ingresso: gratuito

— Vivarta

Teatro Argentina, 6 giugno

Vivarta è stato ideato e coreografato dalla leggendaria artista del Kathak Kumudini Lakhia. Per la prima volta in Italia, presenta il poema ‘Nir Tat Dhang’, un’opera letteraria risalente ad oltre cento anni fa, che prende vita attraverso la danza.
Lo spettacolo reinterpreta un testo antico in forma contemporanea e ci rammenta che, indipendentemente dalla propria forma, alla base di ogni danza esiste una componente intergenerazionale di eternità e uniformità.

I 14 ballerini danno vita alle varie strofe del poema, conservando con la loro danza, tutta la bellezza e il potere del racconto. Attraverso le varie scene che si susseguono è possibile osservare i movimenti dei loro passi, la ritmica del tala, i salti e i chakkar, miti e leggende e simbologia della danza rappresentati attraverso Shiva e gli altri dei, Krishna, Radha e la natura tutta.

Il Kathak, il cui nome ha origine dalla parola Katha che significa storia o racconto, é ampiamente diffuso nell’India settentrionale. Questa tradizione, che risale a più di 2000 anni fa, deve il proprio nome a dei narratori erranti, noti con il nome di Kathakas.

Uno spettacolo di Kathak racchiude in sé diverse peculiarità: non solo l’immediato rapporto che il ballerino è in grado di instaurare con il pubblico, ma anche ciò che è noto come Abhinaya, ovvero le espressioni facciali dei ballerini abbinate alla gestualità, ai movimenti del corpo e all’elaborato lavoro dei passi.

Il corpo di ballo Kadamb rappresenta una delle compagnie più eminenti di tutta l’India ed è costituito da un celebre gruppo di ballerini che hanno ricevuto una formazione specifica interamente dedicata al Kathak.

Indirizzo: Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina, 52

Orario: ore 21

Ingresso libero con prenotazione obbligatoria a vivarta.rome@gmail.com

—55.20

Teatro Argo Studio, 7 giugno

Un timer scandisce lo scorrere del tempo, una convenzione che attori e pubblico accettano sin dall’inizio. Due storie si intrecciano, non seguendo una linearità temporale.

Un padre si accorge di come sia sua figlia a scandire i ritmi e  i tempi del suo incedere. Un figlio davanti al padre morente si accorge di come il tempo finisca.

Due attori quarantenni si trovano esattamente al centro, spinti da due poli, bambini da una parte che chiedono di poter vivere un’esistenza migliore, e sono fiduciosi perché davanti hanno tutto il tempo del mondo, chi invecchia  e sta per spegnersi dall’altro che ti ricorda che non hai altro tempo, che l’attesa è terminata. Si è padri e  si è figli, si è la sintesi del ciclo. Si avvertono le responsabilità ma non si riesce a reagire, ci si paralizza.

Cosa c’entra il tempo con le nostre vite? Perché quella che riconosciamo come una convenzione condiziona così categoricamente il nostro incedere? Siamo davvero padroni del nostro tempo? Nello scorrere del timer i due attori si domandano cosa sia il finito e cosa non lo sia, cosa appartenga al presente e cosa no.

Indirizzo: Teatro Argot Studio, via Natale del Grande 27

Orario: ore 21

Ingresso: intero 10,00 euro; ridotto 8,00 euro

— Tropici

Angelo Mai, dal 7 al 9 giugno

Il formato di queste giornate dedicate alla creazione artistica, pur avendo uno sguardo privilegiato sulla danza contemporanea, è decisamente interdisciplinare e improntato alla complicità del pubblico, che coabita lo spazio della performance e accoglie un modo affastellato e incandescente di presentazione di spettacoli, happening, set musicali e proiezioni, progetti compiuti e creazioni estemporanee.

La generosità reciproca tra artista e spettatore genera un ambiente condiviso e permeabile, il cui tratto distintivo è la capacità di produrre un atteggiamento corporeo aperto alla ricerca di nuovi posizionamenti in chi agisce e in chi guarda. Ospitato e sostenuto da uno dei luoghi più significativi della programmazione culturale romana.

Indirizzo: Viale delle Terme di Caracalla, 55

Orario: dalle ore 18.30

Ingresso: biglietto giornaliero 15 euro – ridotto 12 euro; card 30 euro per 3 ingressi

— Tutte a casa

Teatro Manzoni, fino al 17 giugno

Conclude la stagione del teatro Manzoni la divertente commedia di Giuseppe Badalucco e Franca De Angelis, Tutte a casa con un cast d’eccezione: Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi, Paola Tiziana Cruciani, Claudia Campagnola, Giulia Rupi, regia di Vanessa Gasbarri.

Infuria la Grande Guerra e l’Italia è impegnata nel terribile conflitto che miete vite dalle trincee del Carso ai picchi delle Dolomiti. Mentre gli uomini sono al fronte, le donne si prodigano nel loro storico ruolo di madri e di mogli, ma molte di loro, per arrotondare il magro bilancio familiare, accettano le offerte di lavoro che piovono dalle imprese, i cui ranghi sono rimasti sguarniti a causa della coscrizione dei propri dipendenti.

Improvvisamente le donne escono dalle case e s’improvvisano tranviere, operaie, impiegate, suscitando il grande scandalo dei molti benpensanti che temono il sovvertimento “dell’ordine naturale delle cose”.

Del primo, devastante, conflitto mondiale,  sono stati raccontati la durezza della vita di trincea, le vittime e gli eroi. “Tutte a casa” si concentra invece sull’aspetto, abbastanza inedito ma di enormi proporzioni, dell’ingresso delle donne nel mondo del lavoro; un primo e imponente approccio, destinato all’epoca a non avere immediate conseguenze sul piano sociale una volta terminato il conflitto, ma che di certo accelerò la presa di coscienza di molte donne.

Senza dimenticare la tragedia sullo sfondo – che toccherà anzi da vicino una delle protagoniste – con toni della commedia e del sentimento, in una piéce dolce-amara tutta al femminile.

Margherita, una ricca signora dell’alta borghesia milanese il cui marito imprenditore è stato preso prigioniero dagli austriaci, decide di imbarcarsi nella difficile avventura di tenere in piedi l’azienda di famiglia, produttrice di autocarri. All’inizio si tuffa nell’impresa con la leggerezza con cui frequenta i salotti dell’alta società; ma andando avanti si ritrova a sfidare l’ostilità di un mondo prettamente maschile in cui tutti le sono contro: i colleghi, i politici, la stampa e persino i sindacati.

Nella sua avventura Margherita è supportata, ma anche spesso osteggiata, da altre quattro donne, tutte diverse da lei sotto ogni punto di vista: carattere, classe sociale ed idee politiche. C’è Silvana, la coscienziosa segretaria del marito, che rivelerà insospettate doti manageriali e che nasconde un segreto inconfessabile; la matura Comunarda, una socialista dal temperamento sanguigno e combattivo che le darà parecchio filo da torcere; Teresa, giovane madre di famiglia tutta casa e chiesa,  e la giovane e vitale Giacomina, che pensa più che altro a divertirsi.

In un crescendo di ostacoli da superare nel tentativo di salvare l’azienda, le cinque donne si confrontano fra loro e imparano a costruire un diverso modo di rapportarsi, declinato al femminile e ispirato ai valori della solidarietà umana e della reciproca comprensione; e scoprono, ciascuna di se stessa, doti e aspirazioni che nemmeno pensavano di possedere.

Ma un bel giorno la guerra finisce e gli uomini tornano a casa, chi dal fronte, chi dalla prigionia. E il ripristino della normalità, una normalità tutta maschile, rappresenta per le nostre un brusco risveglio.

Indirizzo: via Monte Zebio 14

Orario: dal martedì al venerdì ore 21; sabato ore 17-21; domenica ore 17.30 lunedì riposo; 2 giugno ore 17; martedì 12 giugno ore 19; giovedì 14 giugno ore 17-21

Ingresso: intero euro 25; ridotto euro 22

— Il matrimonio per forza

Teatro Flavio, fino al 3 giugno

Uno spettacolo moderno e esilarante, nato dall’unione di due famosi atti unici di Molière, “Le preziose ridicole” e “Il matrimonio per forza”, dove si svelano dinamiche amorose più che attuali, tra personaggi grotteschi e ricchi di verve, la grande verve di Molière.

Rosaura e la cugina Magdelon vivono con lo zio Gorgibus, il quale vuole far sposare a tutti i costi Rosaura, la quale però sogna di incontrare un eroe da romanzo.

L’anziano commerciante Pantalone chiede aiuto al “dottor” Arlecchino con la speranza di farsi scegliere: le cose prenderanno una piega esilarante tra travestimenti, equivoci e colpi di scena continui.

Indirizzo: via Giovanni Mario Crescinbeni 19

Orario: Venerdì e sabato ore 21. Domenica ore 17.30

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