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Peter Pan guarda sotto le gonne e Primo: gli spettacoli a Roma di gennaio

Lucilla ChiodiLucilla Chiodi 1 settimana fa
teatro roma
foto di Lucia Menegazzo

Lo #spiegoneteatri di Roma Weekend vi segnala il meglio della programmazione teatrale a Roma: nel corso della stagione saranno molti gli spettacoli da non perdere.

– Peter Pan guarda sotto le gonne

Teatro India, 25-27 gennaio

Peter Pan guarda sotto le gonne, primo capitolo della Trilogia sull’Identità, racconta l’infanzia di un undicenne degli anni ’90 nato in un corpo femminile, osservando come il transgenderismo possa assumere le sembianze della spontaneità e persino della tenerezza. È la storia della difficoltà di affrontare una transizione, un periodo di passaggio, anche solo mentale, che porta via ogni certezza. Proprio come accade a Peter Pan, che ha paura poiché non capisce cosa gli sta succedendo.

Questo timore ha origine dall’incapacità di narrare anche a se stesso ciò che sta provando, e ciò che gli sta accadendo, essendo completamente all’oscuro dei termini e dei nomi per quello che intimamente percepisce di sé. In suo aiuto giunge Tinker Bell, “la Fata che esiste”, che svolge per lui il ruolo di mentore o, meglio, una sua grottesca, verbosa imitazione, spingendolo verso la sua intima natura e accompagnandolo nella scoperta di quello che si nasconde dietro le apparenze.

Wendy, invece è una ragazzina dotata di spavalda femminilità che è forse il suo primo amore, diventa per Peter un acceleratore della consapevolezza, l’Ombra, interpretata da un danzatore, rappresenta la natura e, forse, il futuro di Peter. Una drammaturgia che si disvela tra un linguaggio semplice e realistico, tipico adolescenziale, accompagnato dalla danza che va a tratteggiare zone di senso difficilmente esprimibile.

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman 1
Orario: ore 20; domenica 17.00
Ingresso: 10 euro

– Il Maestro e Margherita

Teatro Eliseo,  dal 22 gennaio al 3 febbraio

Il Maestro e Margherita si apre con l’arrivo di Satana (Woland) e della sua bizzarra cricca (il valletto Korov’ev, il gatto Behemot e la strega Hella) nella Mosca degli anni Trenta. La vicenda ha inizio quando Woland, intromettendosi nella conversazione tra il poeta Ivan e l’intellettuale Berlioz, presagisce la vicina morte dello stesso Berlioz; morte che, poco dopo, accadrà proprio sotto gli occhi di Ivan.

Il poeta, sconvolto dall’accaduto e in preda ad una crisi di follia, viene portato in una clinica psichiatrica. Lì incontra il Maestro, uno scrittore condotto alla disperazione dal rifiuto dei critici letterari nei confronti del suo romanzo su Ponzio Pilato e sugli avvenimenti accaduti a Gerusalemme durante il processo di Jeshua e nei giorni successivi alla sua morte.

Nel frattempo, Woland e la sua cricca prendono possesso dell’appartamento del defunto Berlioz e portano scompiglio tra i dipendenti del Teatro di Varietà, dove metteranno in scena uno sconvolgente spettacolo di magia nera. Durante lo spettacolo Margherita, l’amante segreta del Maestro, da lui poi abbandonata, ha il suo primo incontro con Woland. Il giorno dopo viene poi invitata ad andare a casa sua, in quanto prescelta per essere la regina del sabba, il gran ballo demoniaco da lui organizzato.

Margherita accetta e Woland, in cambio, le dà la possibilità di ricongiungersi con il Maestro. Intanto Jeshua invia il suo discepolo Levi Matteo da Woland, per chiedergli di dare al Maestro e Margherita la pace, non potendo essi meritare la luce. Woland raggiunge i due amanti e offre loro, invece, la possibilità di andare agli inferi. Margherita accetta e, dopo aver ucciso il Maestro, si uccide lei stessa. Insieme, i due amanti si dirigono verso gli inferi, dove Woland e la sua cricca hanno già fatto ritorno.

Indirizzo: via Nazionale 183

Orario: martedì, giovedì, venerdì e sabato ore 20; mercoledì e domenica ore 17;
Primo sabato: 16 e 20
Ingresso: da 15 a 35 euro

– Bella figura

Teatro Ambra Jovinelli,  fino al 27 gennaio

Un cast di stelle porterà in scena fino al 27 gennaio al Teatro Ambra Jovinelli Bella Figura, l’ultima opera dell’acclamata scrittrice francese Yasmina Reza, autrice di commedie di grandissimo successo come Art e Dio della carneficina: Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti/Lucia Mascino, David Sebasti e con Simona Marchini, diretti da Roberto Andò, daranno vita ai dialoghi acuti e pieni di umorismo che compongono questa pièce che ruota intorno al tema dell’adulterio in un gioco teatrale alla vaudeville.

Sinossi

Un uomo e una donna, nel parcheggio di un ristorante fuori città. Lei, Andrea, madre single e impiegata in una farmacia, è ancora in macchina. Il suo amante, Boris, un piccolo imprenditore di verande, sta cercando di convincerla ad uscire, malgrado il passo falso che ha appena commesso: farsi scappare che quel ristorante gli è stato consigliato da sua moglie. Bella Figura esplora la notte che segue a quell’errore fatale. Poco dopo, una seconda coppia entra in scena: Eric e Francoise, insieme a Yvonne, la madre di Eric. In breve emerge che sono legati alla prima coppia da un segreto imbarazzante. La pièce si svolge quasi interamente all’aperto, mentre il giorno volge al termine.
Indirizzo: via Guglielmo Pepe
Orario: dal martedì al sabato ore 21
domenica ore 17
Ingresso: da 18 a 33 euro

– Love’s Kamikaze

Teatro Torlonia, 23 e 24 gennaio

Il testo di Love’s Kamikaze edito da Caissa Italia ripropone anche la prefazione che Mario Moretti scrisse per il Il teatro politico e civile, una raccolta oggi introvabile di alcuni tra i suoi lavori a sfondo più impegnato. Pubblicare i due scritti ha lo scopo di lasciare la parola a Mario Moretti e presentare così al lettore tanta parte di uno dei padri del teatro romano della seconda metà del Novecento

A Tel Aviv, oggi. Due giovani rappresentanti di due popoli, Naomi, ebrea e Abdul, palestinese, si amano cercando di dimenticare la sporca guerra e, nello stesso tempo, confrontano e discutono le due civiltà e le diverse motivazioni che animano le due parti. Una conclusione tanto inaspettata quanto dotata di tragica verosimiglianza e di emblematica forza dimostrativa sugella lo spettacolo, condotto da Claudio Boccaccini e interpretato da Giulia Fiume e Marco Rossetti.

“Love’s Kamikaze” si innesta naturalmente nel fertile ceppo dell’attualità e dell’impegno civile, a dimostrazione che il teatro non racconta solo favole, ma può essere anche carne, viscere, sangue della nostra impietosa esistenza. E soprattutto, può portare un mattone, una pietra, un granello di sabbia per la costruzione dell’edificio della pace.

Un discorso utopistico? Senza dubbio. Ma le utopie dei deboli sono le paure dei forti. Perché l’utopia è l’anticipazione di una ricerca che deve solo superare le strettoie del presente.

Indirizzo: via Lazzaro Spallanzani

Orario: ore 20

Ingresso: intero 12; ridotto 8

– Primo

Teatro India, 23 e 24 gennaio

Jacob Olesen veste i panni di Primo Levi per far rivivere l’intensità e la leggerezza della parola e del pensiero di Se questo è un uomo, racconto della sua esperienza nel campo di concentramento di Auschwitz. Un recital teatrale, che è soprattutto un viaggio alla scoperta della storia di un uomo e dei suoi compagni scomparsi, diretto da Giovanni Calò, che così commenta: «A volte si sopravvive per poter raccontare.

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman 1

Orario: 23 gennaio ore 18 24 gennaio ore 11

Ingresso: 22 euro

– Don Giovanni

Teatro Argentina, dal 8 al 20 gennaio

Don Giovanni di Molière, emblema della seduzione e simbolo della rivolta della libido contro le remore della teologia, torna in scena nella versione diretta da Valerio Binasco, originale e al contempo fedele al testo.

Il personaggio comparve per la prima volta nel dramma di Tirso de Molina El burlador de Sevilla y Convidado de piedra, ma è con Molière che ha acquistato spessore, divenendo un vero e proprio mito della letteratura europea. Una commedia in prosa, in cinque atti, dove centrale risulta il protagonista, verso il quale convergono tutte le scene, e in cui forte è la tematica religiosa in relazione alla sua funzione morale e alla società.

Il libertinaggio di Don Giovanni si rivela un atto profondo di ricerca di libertà, anche quando sfocia nella blasfemia o nell’ateismo. Un eroe-criminale solitario che non teme di portare avanti la sua sfida contro Dio.

L’unico a difendere i principi della fede e della religione è il bizzarro servitore Sganarello che tuttavia crea un’umoristica confusione tra credo e superstizione. A trionfare è dunque, l’immagine del libertino empio e immorale proprio come ci tramanda la tradizione alla quale il regista si affida.

Indirizzo: L.go di Torre Argentina

Orario: prima ore 21; martedì e venerdì ore 21; mercoledì e sabato ore 19; giovedì e domenica ore 17

Ingresso: da 12 a 40 euro

– Quasi una vita

Teatro India, dal 15 al 20 gennaio

Quasi una vita – Scene dal chissàddove è un “congedo” che si compie dopo aver attraversato due vite, due esistenze che gli spettatori faranno viaggiare nella loro memoria. Le scene compongono gesti e parole dispersi in una storia d’amore, nel presentarsi della vecchiaia, nell’incerto confine che separa la malattia dalla salute, in abitudini e memorie teatrali che scavano i corpi ma che illuminano il passare del tempo con l’intensità di chi ancora ha il coraggio e l’incoscienza di voler debuttare nella vita.

Ciò che resta di noi è ciò che gli altri ricordano nel tempo che a loro resta. «La domanda che ci portiamo dentro e nello spettacolo è quella che riguarda l’attraversare l’ultima porta che ci resta nascosta oltre la quale ci attende un incerto viaggio nel Chissàdove – annota il regista Roberto Bacci È quasi una vita quella che ci è data e, mentre la viviamo, così occupati a rincorrere ciò che resta da essere e da fare, il Teatro può interrogarci sul futuro di ciò che siamo stati. Prendiamo allora la vita di due persone qualsiasi e raccogliamone i ricordi, gli affetti, gli oggetti, i costumi, le parole che hanno detto e amato».

Un moderno biopic che ripercorre sessant’anni di vita e teatro, prendendo spunto dai ricordi di Giovanna Daddi e Dario Marconcini, marito e moglie, coppia di teatranti, co-fondatori con Bacci del Centro di Pontedera nella metà degli anni Sessanta e in tempi più recenti artefici di programmi non convenzionali nel Teatro di Buti. Un’esistenza insieme dedicata a una passione vera: il teatro che attraversano per giungere “chissàdove”.

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman, 1

Orario: prima ore 21; ore 20; domenica ore 17.00

Ingresso: da 11 euro a 30 euro

– Famiglia

Teatro India, dal 16 al 20 gennaio

“Siamo troppo vicini, ma non vicini abbastanza”

Scritto e diretto da Valentina Esposito, “Famiglia” arriva sul palco del Teatro India vantando, tra i suoi attori, anche il vincitore della Palma d’Oro a Cannes per Dogman, Marcello Fonte.

In occasione del matrimonio dell’ultima e unica figlia femmina di una numerosa famiglia tutta al maschile, si riuniscono nuovamente tre generazioni di persone legate da antichi dolori e irrisolte incomprensioni.

La cerimonia diventa pretesto per rimettere sullo stesso tavolo i padri dei padri e i figli dei figli, e consumare una vicenda d’amore e d’odio, sospesa tra passato e presente, sogno e realtà. Lo svolgimento della trama anima il vero significato di una pièce che prova a scandagliare l’anima di uomini che nei lunghi anni di reclusione hanno sofferto per gli affetti lontani, per i figli distanti, per gli amori perduti, e si trovano ora a tentare una ricostruzione emotiva di un rapporto difficile fatto di rivendicazioni e ribellioni.

Interpretato dagli ex detenuti attori della Compagnia Fort Apache Cinema Teatro.

Indirizzo: Lungotevere Vittorio Gassman, 1

Orario: 

  • mercoledì 16 ore 10.30 e ore 21.15
  • giovedì 17 ore 10.30 e ore 21.15
  • venerdì 18 ore 10.00 – 11.30 e ore 21.15
  • sabato 19 ore 21.15
  • domenica 20 ore 18.30

Prezzi: da 11 euro a 30 euro

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