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Cristina Comencini riflette su questi ‘Tempi Nuovi’. Recensione dello spettacolo

Maria Lucia Tangorra 2 settimane fa
Tempi Nuovi recensione

Tempi Nuovi è un titolo che racchiude in sé una delle cifre di questo spettacolo, l’ironia. L’autrice, Cristina Comencini, in realtà pone sin da subito un interrogativo proprio sulla contemporaneità e lo fa attraverso la lente d’ingrandimento di un nucleo familiare.

I mutamenti tecnologici si rivelano “un terremoto che sconvolge comicamente la vita dei quattro personaggi: un padre, una madre e i due figli e li pone di fronte alle contraddizioni, alle difficoltà di un tempo in cui tutto ci appare troppo veloce per essere capito, ma in cui siamo costretti a immergerci e a navigare a vista. Giuseppe è uno storico che vive circondato da migliaia di libri, carico di tutto ciò che ha studiato e scritto. Il figlio Antonio vola invece leggero nella sua epoca fatta di collegamenti rapidi e senza legami col passato, tranne quando deve scrivere il compito sulla resistenza e ha bisogno del sapere del padre. Sabina è la moglie di Giuseppe, una giornalista che ha seguito un corso di aggiornamento sull’elettronica, per imparare a dare una notizia in tre righe e non essere sbattuta fuori dal giornale, e si sente per questo, come ripete spesso al marito, moderna. Clementina è la figlia maggiore della coppia che vive fuori casa e che ha in serbo per i due genitori, che la credevano felicemente fidanzata con Davide, una notizia che metterà a dura prova la modernità di Sabina” (dalla sinossi).

Maurizio Micheli ha debuttato nei panni di Giuseppe sul palcoscenico del Manzoni di Milano (dove abbiamo visto lo spettacolo. L’artista ha sostituito l’indimenticabile Ennio Fantastichini, scomparso prematuramente) e dimostra di essere a proprio agio nei panni di chi ha una certa ritrosia verso l’elettronica – anche se il suo personaggio riserverà delle sorprese. Proprio per questa situazione, si nota un affiatamento superiore tra Iaia Forte (che dà volto a una madre e moglie, ora spumeggiante, ora atterrita proprio dall’evoluzione di quei tempi in cui dice di saper vivere), Sara Lazzaro e Nicola Ravaioli (i bravi interpreti dei due figli), frutto anche di una tournée nella stagione precedente.

Tempi Nuovi è una pièce di parola dai giusti tempi comici, in cui la regia è a servizio delle performance attoriali, che, a loro volta, sono tese quasi a passare la palla allo spettatore di turno. La chiave della leggerezza strappa con naturalezza delle risate, che portano con sé delle lucide frecciate su come siano oggi i rapporti. Degna di nota è la scelta operata sul piano scenografico (si rinnova il sodalizio con Paola Comencini), che evidenzia – anche simbolicamente – il passaggio dal troppo pieno (nel primo atto giganteggia una biblioteca in cui i libri quasi sovrastano lo storico) al vuoto.

“Se sei troppo leggero voli via”, ascoltiamo a un tratto, intuendo come ancora una volta forse la giusta misura possa essere la via per vivere il proprio tempo; ma com’è d’obbligo il teatro non vuole dare soluzioni. Il bello di Tempi Nuovi è che, attraverso i quattro personaggi e le rispettive sfaccettature, riesce a restituire un realistico spaccato della commedia umana, portando, inevitabilmente, a captare dei punti di contatto con se stessi e magari – post visione – al confronto tra generazioni.

Riassumendo

Tempi Nuovi, dal 27 febbraio al 10 marzo 2019

Ambra Jovinelli

DURATA: 90′ compreso intervallo

ORARI: dal martedì al sabato h 21; domenica h 17

PREZZI: da 18,70€ a 36,30€

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